Il Phoenix Raceway sarà rinnovato entro il 2018

Quando ormai ci addentriamo nel mese che apre la stagione NASCAR il prossimo 18 di Febbraio a Daytona, giunge la notizia che la International Speedway Corporation rimordenizzarà il Phoenix Raceway con un progetto massiccio che costerà 178 milioni di dollari.

Un progetto che si completerà nell’ autunno 2018 porterà grandi modifiche rispetto alla conformazione attuale. Il Grand Stand verrà demolito dando priorità al Bobby Allison Grandstand, il quale verrà allungato fino al Dog Leg del semi rettilineo opposto, o meglio ancora, ex rettilineo opposto, nuovi posti a sedere più moderni di quelli attuale.

Infatti la linea del traguardo sarà spostato sull’attuale curva due dell’ ovale prima del “dog leg”, che una volta costruito sarà la curva quattro che dovrebbe dare più emozioni sugli spalti considerato che i piloti tendono a tagliare la semi curva (Dog Leg).

Inoltre verrano aggiunti cinque ascensori per gli spalti del Grandstad dedicato a Bobby Allison. A livello tecnologico verrà montati schermi piatti nelle aree comuni ed il wifi in tutta l’area.  A tutto questo la infield dell’ ovale verrà modernizzata con nuovi garage e un nuovo pit road che dalla curva due  finirà alla curva quattro.

Il tutto sarà sponsorizzato dalla DC Solar che con un contratto multi annuale si occuperà della modernizzazione del Phoenix Raceway

 

Michael Waltrip si ritira dopo la Daytona 2017

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Michael Waltrip, fratello del leggendario Darrell Waltrip ha annunciato che disputerà per l’ultima volta la Daytona 500  quest’anno il prossimo 26 di febbraio, gara che porrà fine alla sua lunga carriera da pilota.

Una carriera che lo ha visto trionfare in quattro occasioni: due volte nella Daytona  500 (2001 e 2003), una Coke 400 sempre a Daytona a luglio del 2002 e a Talladega nell’ autunno 2003; aggiunge solo 132 top in 783 gare disputate. In 32 anni di carriera Michael Waltrip ha completato 15 stagioni full time in cui il miglior piazzamento in campionato è il 12 ° posto nellle annate 1994 e 1995.

Da ricordare che ultimi sette anni Waltrip ha preso parte a sole quattro gare annuali nei giganti ovali di Daytona e Talladega. In questa occasione, per l’appunto gareggerà con il Premium Motorsport, team charter che lo omaggerà con una scritta sulla monoposto “Aaron’s #15 Thanks Mikey Toyota”  nella sua 30° Daytona 500 consecutiva. L’omaggio formale di Aaron è dovuta anche alla partnership durata 17 anni con il pilota.

A 53 anni Waltrip appenderà al chiodo il volante dopo aver avuto successo in parte, anche come proprietario con il suo team Michael Waltrip Racing che nel 2007 fu promotore del motore nipponico Toyota portato in NASCAR quell’ anno.Un motore di gran lunga criticato diventato poi,  campione tra piloti nel 2015 con Kyle Busch del Joe Gibbs Racing, e successivamente campione costruttore nel 2016.

“Ho avuto l’esperienza di provare gli alti e i bassi della The Great American Race, ma quando sei un pilota che hai il privilegio di gareggiare qui, non importa cosa succeda, ami Daytona.Nella mia 30°  partenza consecutiva nella Daytona 500 mi goderò ogni momento”. Ha detto Michael Waltrip, analista della Fox da diversi anni dove continuerà la sua seconda carriera nei prossimi anni.

Hooters sarà sponsor affiancato e primario con Chase Elliott

Da Concord giunge la notizia dell’ accordo raggiunto tra la catena di ristoranti Hooters e Chase Elliott, sponsorizzando il pilota e la sua Chevrolet 24 per due gare nel 2017.

Il pilota in forza all’ Hendrick Motorsport ha già con sè NAPA, 3M e Mountain Dew a tingere i colori della sua auto. Ora Hooters rientra in NASCAR dopo 25 anni e la sporadica presenza nella gara di Darlington 2016 con Greg Biffle nel Throwback Day Race.

La fama di Hooters la si deve ad Alan Kulwicki il quale su sponsorizzato per un intera stagione nel 1992, annata in cui vinse il suo unico titolo NASCAR davanti al padre di Chase Elliott, Bill che conquistò il titolo NASCAR nel 1988.  Kulwicki somparse prematuramente in un incidente aereo nell’ Aprile  del 1993 e Hooters lascià la NASCAR dopo 150 gare sponsorizzate.

Il rientro della catena di ristorazione nella NASCAR vedrà lo sponsor sulla Chevrolet 24 di Elliott. il 7 Maggio a Talladega Super Speedway e a Phoenix il 12 di Novembre. Una catena presente in 42 stati e 28 paesi dal 1983.

“Hooters è un posto dove posso abbassare la guardia e stare bene” ha detto Chase Elliott “ho il loro supporto in questo team e non vedo l’ora di salire in macchina. Essere a pian terreno con uno sponsor nuovo per questo team sarà divertente. Hooters ha una storia all’ interno di questo sport e sono contento che sia tornato” ha chiuso il pilota della Chevrolet 24.

Uno sponsor che in un modo o nell’ altro farà parlare di sè.

Gli eletti nella Hall of Fame classe 2017

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Nella notte tra venerdi e sabato da Charlotte sono stati eletti nella Hall of Fame della NASCAR la classe del 2017 nominata qualche mese fa. Fra loro figurano Richard Childress,Rick Hendrick, Raymond Parks, Benny Parsons  e Mark Martin.

Due piloti e tre proprietari di team, tre dei quali presenti di persona: Mark Martin, Rick Hendrick e Richard Childress. Ognuno con una storia diversa, ognuno con qualcosa di particolare che hanno marcato un segno indelebile nella storia di questa categoria, attraverso numeri e successi.

Mark Martin: l’ex pilota NASCAR che ha gareggiato per oltre 30 anni, famoso per il suo lungo periodo con Jack Roush creandone un’ icona della massima serie. Per sua sfortuna non è mai riuscito a conquistare un titolo, ma capace di ottenere ben 5 secondi posti in campionato tanto da essere rinonimato “l’eterno secondo”. Oltre a ciò Martin ha conquistato 40 gare nella massima serie, 49 nella Xfinity Series e 7 successi nella Truck.Aggiunge 271 top-5s, 453 top-10s, 56 poles, vincitore della Coca Cola 600 nel 2002 oltre che a conquistare la Southern 500 di Darlington 2 volte.Martin ha dedicato questa sua elezione tra i grandi a sua moglie, Arlene sempre al suo fianco dal 1983. “Da quando ci siamo conosciuti mi hai reso una persona migliore.

Rick Hendrick: Il proprietario per eccellenza con un team che ha creato un impero nella NASCAR degli ultimi 20 anni. Hendrick in 3.696 partenze ha 245 vittorie e 210 top ten, ma quello che rende il suo team importante sono la caterva di titoli conquistati. 7 con Jimmie Johnson (2006-2010,2013 e 2016), 4 con Jeff Gordon (1995,1997,1998 e 2001) ed uno con Terry Labonte (1996). Lui e Gordon hanno conquistato quattro titoli consecutivi per il team a metà degli anni novanta: nel complesso 12 titoli in 22 anni, tutti con il team da lui fondato: Hendrick Motorsport fondato nel 1984.

Richard Childress: Prima di costruire un team storico in cui niente che poco di meno Dale Earnhardt conquisto sei titoli, dei sette in carriera a bordo della celeberrima monoposto numero 3 e 64 successi dei 76 ottenuti tra il 1984 e il 2000, Childress fu pilota tra il 1969 ed il 1981, ove ha racimolato anche discreti risultati: 6 top fives, 76 top ten in sole 286 partenze. “Sono onorato di far parte della HALL OF FAME con i miei eroi. Guardo questa parete e vedo il mio nome in questa lista. Incredibile. La classe del 2017  include grandi personaggi, è un vero onore farne parte”. A parte il successo stratosferico di Earnhardt Sr è diventato il primo proprietario a conquistare almeno un titolo in tutte le tre serie NASCAR e con 11 titoli totali siede al secondo posto dietro a Rick Hendrick.

Raymond Parks: Prima di Hendrick e Childress, ci fu Raymond Parks, pioniere nel 1947 ad essere uno dei migliori proprietari dell’ epoca vincendo titoli con auto prodotte da lui. Nel 1948 e nel 1949 vinse i titoli NASCAR con Red Byron, i primi anni  di questa categoria. Parks scomparso nel 2010 alla longeva età di 96 anni, venne indotto nella Racing Hall of Fame of Georgia con Bill Elliott e Tim Flock nel 2002. Ora ha l’onore di entrare nella Hall of Fame della NASCAR.

Benny Parsons: Pilota e commentare di colore fino al 2007 anno della sua scomparsa a 85 anni, Parsons fu già inserito nel 1998 tra i 50 migliori piloti di sempre, con il suo titolo NASCAR nel 1973 condite da 21 vittorie , 199 top 5s, 283 top10s, e 20 poles. A lui va anche la DAYTONA 500 del 1975 e la Coca Cola 600 di Charlotte nel 1980, tra i suoi più importanti successi della carriera. A suo nome, sua moglie Terri Parsons ha accettato l’anello che rappresenta il marito nella HALL OF FAME della NASCAR classe 2017: ” Oggi è la vera celebrazione della sua vita” ha detto Terri, ” Questo non è triste ma commovente”.

Cinque persone, cinque storie diverse che in modo o nell’ altro, hanno strameritato quest’ ingresso tra leggende di questa categoria non ora, ma per sempre.

 

Il Furniture Row estende il legame con Auto-Owners Insurance

Da Denver, città base del Furniture Row Racing giunge la notizia dell’ estensione del legame tra il pilota Martin Truex Jr e del suo sponsor Auto Owner Insurance.

L’accordo raggiunto durerà per altri due anni in cui lo sponsor adornerà la Toyota Camry #78 di Martin Truex Jr per sei gare sia nel 2017 che  nel 2018, tre in più rispetto al 2016. Lo sponsor accompagnerà il pilota di Mayetta nelle gare sul Kansas Speedway  il 13 maggio, sul Michigan International Speedway il 18 giugno, Indianapolis Motor Speedway  il 23 luglio,  Richmond International Speedway il 9 di settembre, Charlotte Motor Speedway il 7 Ottobre e sul Phoenix International Raceway il 12 di Novembre per l’ultima volta in stagione.

Martin Truex Jr, 36 anni sta avendo con questo team i migliori risultati della sua carriera in cui ha ottenuto 5 vittorie in due anni ( Pocono nel 2015, Coca Cola 600 di Charlotte, Darlington, Chicagoland e Dover nel 2016) oltre che ad eccelenti risultati continui all’ interno della Top 10. Proprio con lo sponsor Auto Owner Insurance  di colore blu ottenne a Darlington il secondo successo stagionale dopo la celeberrima Coca Cola 600 di Charlotte ( gara più lunga della stagione), due gare facenti parte del Grande Slam con Daytona e Talladega. In questa lista sono presenti grandi nomi come Jeff Gordon, Richard Petty, Dale Earnhardt Sr, Bobby Allison, Darrell Waltrip, Jimmie Johnson, Buddy Baker e David Pearson, gli unici a vincere in questi quattro ovali in carriera.

Sotto questo sponsor lo scorso anno, Truex oltre ad ottenere la prestigiosa Southern Bojangles 500 di Darlington, chiuse ottavo ad Indianapolis e settimo a Martinsville nella gara autunnale.

Infine da segnalare che il Furniture Row Racing da quest’anno per la prima volta nella sua storia  schiererà due monoposto in pista, nel quale oltre alla Toyota di Martin Truex Jr ci sarà quella Erik Jones, la Toyota Camry #77 targata dallo sponsor 5 Hour Energy.

NASCAR: I migliori piloti senza un titolo

Quanti piloti avrebbero meritato di vincere almeno un titolo NASCAR dimostrando di ottenere eccellenti successi, eppure per un qualche valido motivo, o possibilmente anche per destino sono rimasti a mani vuote?  La risposta sta in questo articolo in cui seguiranno i migliori piloti nella storia della categoria senza alcun titolo in mano.

Carl Edwards: Il più recente ad entrare in questa lista, il pilota 37enne del Missouri ha chiuso la sua straordinaria carriera con 28 successi, 223 top ten in 445 partenze ufficiali. Per di più Edwards è giunto secondo in classifica sia nel 2008 che nel 2011 a parimerito con Stewart. L’unico titolo da lui conquistato è nella Xfinity Series nel 2007, ma nella massima serie ha regalato tantissime emozioni che in pochi dimenticheranno. Rimarrà con il forte rammarico del mancato titolo che neppure nel 2016, sfortunatamente non è arrivato.

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Junior Johnson: E’ il pilota con più successi di questa lista con 50 vittorie, e in 14 anni di carriera tra gli anni ’50 e ’60 Junior Johnson non è mai andato oltre il sesto posto in classifica nel 1955 e nel 1961. Un vero peccato per un pilota con così tanti successi, ma si è consolato l’introduzione nella Hall of Fame alla prima chiamata.

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Mark Martin: In questa lista non poteva mancare il piccolo pilota dell’ Arkansas capace di gareggiare nella massima serie per ben 31 anni, oltre metà della sua vita. Martin ha conquistato 40 successi in 882 partenze ufficiali, poche considerati questi numeri eccezionali ai quali si aggiungono 453 top ten. A Martin gli si dedica il soprannome di “eterno secondo” avendo concluso ben 5 campionati dietro al vincitore (1990,1994,1998, 2002 e 2009).http://www.mrn.com/~/media/65A2A45044EF49929DC525EC4210C993.ashx?w=602&h=345

Fireball Roberts: Fu uno dei più veloci piloti tra gli anni ’50 e ’60 ed il suo unico secondo posto giunse proprio ad inizio di quel decennio alle spalle di un certo Bill Rexford, vincitore del campionato. Roberts prima del suo fatale incidente a Charlotte in cui perse la vita nel Luglio del 1964, ottenne 33 successi e 122 top ten in sole 206 gare disputate. https://i1.wp.com/assets.blog.hemmings.com/wp-content/uploads//2013/09/mtrsptshist_75_HR.jpg?resize=546%2C368&ssl=1

Jim Paschal: Un uomo che iniziò la sua carriera nel 1949 e rimase nel circus per ben 23 anni ritarndosi solo nel 1972. Durante questi anni Paschal ottenne 25 successi e 230 top ten in 421 gare ufficiali in il miglior risultato in campionato fu nel . A Paschal gli si deve il record di 335 giri in testa a Charlotte nel 1967; una statistica che resse fino al 2016 quando Truex Jr fece 392 giri al fronte.

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Fred Lorenzen: Ragazzo di Elmhurst, Illinois detiene svariati primati che tutt’ora resistono nonostante non abbia mai completato una stagione intera, in cui solo nel 1963 termino al terzo posto della generale. Lorenzen ha conquistato 26 successi in solo 158 gare disputate, conquistando tra l’altro la Daytona 500 nel 1965, le due gare di Martinsville nel 1963 e l’attuale Coca Cola 600 nelle due annate appena citate precedendetemente. Inoltre, divenne il primo pilota a conquistare tutti gli ovali del sud degli States (Daytona, Darlington, Atlanta, Charlotte, e Rockingham).

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Ricky Rudd: Il virginiano soprannominato “The Rooster” è uno tra i due piloti a disputare più gare nella storia di questa categoria (secondo solo a Richard Petty)  con ben 906 in 32 anni di carriera. Rudd riusci ad ottenere 23 successi in cui solo nel 1991 ebbe la grande opportunità di ottenere il titolo giungendo alle spalle di Dale Earnhardt Sr. https://nbcnascartalk.files.wordpress.com/2015/04/ricky-rudd-getty-2001-lead-art.jpeg?w=584&h=343&crop=1

Jeff Burton: “The Major” avrebbe anche lui meritato un titolo. Si ferma 21 successi in carriera chiuse al terzo posto in classifica ad inizio secolo, ma le sue vittorie con Roush nelle annate precedenti lo hanno spesso messo nell’ avanguardia del gruppo. 254 top ten in quasi 700 gare sono i numeri del pilota di South Boston  vincitore a Darlington nel 1999 e della Coca Cola 600 nel 1999 e 2001.

In un modo o nell’ altro, seppur senza titoli, chi conosce ed ama questa categoria difficilmente si scorderà di loro tenendo a cuore le loro ottime prestazioni in pista e fuori dalla pista.