Kenseth farà cinque gare consecutive

Dopo 11 gare di assenza Matt Kenseth rientrerà alle gare con il Jack Roush Racing come già annunciato la settimana scorsa, è stato comunicato il quantitativo di gare a cui prenderà parte il campione 2003.

Kansas, All Star Race di Charlotte, Coca Cola 600, Pocono e Michigan nell’ ordine, in sostituzione a Trevor Bayne, il quale rientrerà alle gare solo a Sonoma, non a caso un road course del campionato.

Bayne rimarrà legato ad Advocare fino a fine stagione e gareggerà in tutte le gare in cui tale sponsor sarà presente sulla Ford numero 6. Il pilota vincitore della Daytona 500 nel 2011 figura 29° in classifica davanti a piloti come Mcdowell e Di Benedetto conquistando solo 5 punti nelle ultime 4 gare disputate.

Per quel che concerne Kenseth si tratta del secondo stint con Roush con cui aveva stretto gli accordi dal 2003 al 2012, prima del passaggio al JGR.

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Joe Gibbs estende la partnership con Toyota

Toyota Racing e Joe Gibbs Racing continueranno a far parte dell’ alleanza formatasi nel 2008.

Secondo le fonti non è stato dichiarato la durata di questo nuovo rapporto tra il  team e la casa nipponica, sul quale sono state costruite le basi solide per il successo. Dunque l’estensione che giunge dopo la tripletta di Kyle Busch  (Texas, Richmond, Bristol), avrà ancora una volta Joe Gibbs come portabandiera di questo motore.

Il team debuttò nel 1992 con Dale Jarrett a bordo della celeberrima auto 18. In 27 stagioni, Gibbs si è esteso  fino a 4 vetture nella massima serie ottenendo 151 vittorie (93 delle quali con Toyota) in 2196 partenze ufficiali. Da allora Gibbs ha ottenuto 4 campionati piloti con Bobby Labonte (2000), Tony Stewart (2002 e 2005) e Kyle Busch (2015). Due con Pontiac, uno con Chevrolet ed uno con Toyota.

Tra le più importanti vittorie con Toyota si riscontrano la Daytona 500 nel 2016 con Denny Hamlin, la Coca Cola 600 con Carl Edwards, 5 vittorie a Darlington e due Brickyard 400.

Gibbs ha usato in questi 27 anni, Chevrolet dal 1992 al 1997, Pontiac dal 1997 al 2002, Chevrolet dal 2002 al 2007, ed infine Toyota dal 2008.

Per quel che concerne la casa nipponica, oltre a Gibbs può contare su due ulteriori team composti da un singolo pilota:il Furniture Row Racing con Martin Truex Jr (campione in carica), e il BK Racing con Gray Gaulding. La conferma della solidità di Toyota si vede anche dai due titoli piloti negli ultimi tre anni ed altrettanti titoli costruttori.

Da notare che con la vittoria di sabato Toyota  ha raggiunto Oldsmobile a quota 115 successi complessivi.

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Daniel Hemric debutta nella massima serie NASCAR

Era solo questione di tempo che il 28enne Daniel Hemric debuttasse nella Monster Energy Cup  Series.

Lo fa grazie a Richard Childress, il quale riporta in vita la celebberima auto numero 8 guidata da Dale Earnhardt Jr per gran parte della sua carriera professionistica, e con la quale ha ottenuto il maggior numero dei suoi successi.

Hemric, attualmente pilota nella serie Xfinity  viene dalla stessa città di Earnhardt Jr Kannapolis, North Carolina e debutterà nella massima serie in due gare stagionali: A Richmond il 21 aprile e a Charlotte nel mese di ottobre, Roval, la gara a tracciato misto dei playoff .

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All’ attivo la nuova forza del Richard Childress Racing  ha ottenuto 30 top ten in 50 gare nella Truck Series e 18 top ten in 38 gare completate nella serie Xfinity; nella stessa serie ha anche conquistato due pole positions.

L’importanza della vettura Chevrolet Camaro ZL1 con il numero 8 la si deve per l’appunto a Dale Earnhardt Jr, autore di 17 vittorie con il paint scheme di Budweiser. Oltre a lui spicca Joe Weatherly che negli anni ’60 fu capace di ottenere 20 successi in tre anni ed infine, per ultimo con una sola vittoria  Bobby Hillin Jr conquistò Talladega nel luglio 1986 a bordo di una Buick

Trowback Paint Scheme: Kurt Busch

Kurt Busch diventa il primo pilota a svelare la livrea speciale per la prossima gara di Darlington a settembre.

Il portacolori del team Stewart-Haas Racing  nativo di Las Vegas ha preso la decisione di rifarsi con una livrea iconica, con la quale perse la gara nel 2003 al foto finish contro Ricky Craven. Una garà che sancì l’ultimo successo di Dodge prima del suo addio e del margine più ristretto tra due piloti in lotta per la vittoria.

Per Kurt questa sconfitta ha un valore determinante, forse anche nell’ arduo tentativo di arrivare a quota 30 vittorie ( 29 all’ attivo), vista la carenza di risultati e la mancanza di sponsor, potrebbe sancire la sua ultima stagione da pilota (1 solo anno di contratto).

D’altronde sembra quasi giunta l’ora della rivincita di una gara che aveva praticamente in pugno, e questa volta il ricordo di quella livrea potrebbe portargli un pò di fortuna in più.

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Nella carriera di Kurt Busch  Darlington è spesso stato  ostico da conquistare. Infatti,sono i numeri a parlare: 21 partenze, 3 Top 5s, 7 Top 10s, 2 pole positions e 266 giri in testa.

Lui è il primo di una lunga lista di livree, nell’ attesa qualche altro pilota faccia il passo avanti, non resta che gustarci questa versione 2018, basato sul celeberrimo modello del 2003

Childress ritira la vettura 27

Dopo tanti dubbi, speculazioni ed idee, Richard Childress ha deciso di passare ad un team a due auto in campionato, tagliando fuori dalla rosa la Chevrolet 27 guidata fino a fine stagione scorsa da Paul Menard.

Entrata nel team durante l’annata 2011, in  cui proprio Menard ne divenne pilota ufficiale con il suo stesso sponsor Menards ( catena fondata da suo  padre John Menard), è una vettura da scarsi risultati in pista nell’ arco di sette anni. Paul Menard colleziona la miseria di una vittoria ( culminata da Indianapolis nel 2011), 17 Top 5’s e 50 top 10’s in 252 gare ufficiali.

L’addio previsto per il 2018 del pilota  accasatosi presso i Wood Brothers  con la loro celeberrima Ford  21, ha portato Childress all’ ardua decisione di lasciare Newman ( a bordo della Chevy 31) e Dillon ( a bordo della famosa Chevy  3) senza un secondo compagno di scuderia.

Un team che vinto di tutto e di più nella sua storia in cui dopo la scomparsa di Earnhardt Sr ha trovato in Harvick il leader del team fino al 2013. Da quattro auto a due nel volgere di quattro anni, un segno forse non ottimista per il veterano Richard Childress, che ad ogni modo potrà ancora contare sul giovane Dillon e sull’ esperto Newman, il quale quasi gli regalò un titolo nel 2014.

L’addio di Menard, per via dei risultati pesa veramente poco, anzi alleggerisce i costi di un team storico, forse ancora capace di qualcosa di buono.

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Danica Patrick gareggerà nella Daytona 500

Dopo mesi di dubbi e perplessità nello spazio di pochi giorni Danica Patrick, la donna più veloce al mondo ha trovato sponsor e team per la sua ultima corsa in NASCAR: la Daytona 500 2018.

A darle manforte per un’ ultima volta è il suo originario sponsor Go DADDY, al suo fianco sin dai tempi della Indycar che rientra in NASCAR ( e possibilmente anche Indycar)  per aiutare la celeberrima pilota dell’ Illinois  a chiudere la carriera come aveva previsto: DAYTONA 500 ed INDIANAPOLIS 500.

La Patrick che figura come donna con più top ten in carriera (7), partenze (190) e giri in testa (64), ha avuto l’onore di ottenere la pole proprio sul gigante ovale della Florida nel 2013 e piazzare un sesto posto ad Atlanta nel 2015 registrando il miglior risultato per una donna in NASCAR.

Lasciando i risultati sostanzialmente scarsi durante questa seconda parte di carriera, rimane a tutti gli effetti la donna più forte del Motorsport. Potrebbero passare anni, o decadi prima di trovarne una simile nella massima serie.

Ad ogni modo Danica Patrick risulta più efficiente nei risultati nella Indycar, in cui figurano  una vittoria sul ovale giapponese di Motegi, sette podi e la bellezza di 63 top ten 114 partenze ufficiali.

Ad allearsi con lei dopo la notizia di sponsorizzazione è il Premium Motorsport spinto dal neo motore Chevrolet Camaro; un team dai risultati scadenti nelle tre serie NASCAR. Così Danica Patrick  salirà a bordo della vettura numero sette affiancato dal suo storico Crew Chief Tony Eury Jr, per l’ultima volta  ed il suo “farewell Double”.

Non importa quanto sia stata criticata, e comunque sia è una pilota che ha dato il massimo in una categoria dominata da piloti di sesso maschile, ma rimarrà chiaro che le pagine di storia scritte saranno negli annali di questo sport facendo da esempio alle generazioni femminili a seguire.  Tra queste figurano Nicole Behar, Julia Landauer e Kenzie Ruston  nella serie minori nazionali ARCA e K&N Pro Series, le ragazze della NASCAR WHELEN EURO SERIES Arianna Casoli, pilota emiliana che gareggia nell’ Elite 2 con il CAAL Racing e della giovane spagnola nativa di Valencia Carmen Boix, ed infine, possibilmente in un futuro lontano ma non troppo, potrebbe aprire la strada ad una certa Ella Sofia Gordon, la figlia del leggendario Jeff Gordon, vincitore di 4 campionati NASCAR e 93 gare nella massima serie.

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