Kurt Busch e Kevin Harvick con le spalle al muro ma…

http://static.nascar.com/content/dam/nascar/articles/2015/2/20/hero/kurt-busch-hero-2.jpg/jcr:content/renditions/originalLa gara di Martinsville ha messo in ginocchio sia Kevin Harvick sia Kurt Busch, due dei più esperti piloti del campionato NASCAR in competezione per vincere il titolo del 2016.

Entrambi hanno concluso i 500 giiri a Martinsville con almeno 2 giri di ritardo da Johnson, una prestazione precaria che nella Chase può avere un prezzo pesantissimo essendo divisa in round da tre gare prima dell’ eliminazione. Ora, vincere una delle prossime due gare salverebbe i piloti da ogni plausibile assenza in finale con Jimmie Johnson.

L’esperienza sul campo da parte di entrambi è enorme: 573 gare per Kurt Busch,  571 gare per Kevin Harvick con ben 16/17 anni di professionismo alle spalle. Sanno come vincere, sanno come uscire dai problemi, Busch vinse il titolo nel 2004, Harvick vinse nel 2014.Hanno tutte le carte in regola per poter sperare nella finalissima di Miami il 20 Novembre.

Kurt Busch, nativo di Las Vegas, Nevada ha ottenuto il titolo NASCAR nel 2004, l’unico finora ed il primo sotto il nuovo formato della Chase For The Cup.  In Texas,  prossima gara del campionato Kurt Busch ha vinto nel 2009, quando allora correva per Roger Penske. Nelle sue statistiche dell’ovale figurano un totale di 295 giri compiuti in testa, tre top 5’s e quindici top ten. A Phoenix invece, Busch ha statistiche migliori: una sola vittoria nel lontano 2005, aggiunge sei top 5s e sedici top ten quattro dei quali  sono giunte nelle ultime quattro visite al tracciato. Ma Kurt non compie un giro in testa dal 2011, qualora puntasse alla vittoria. Infine , Kurt ha dalla sua la continuità nei risultati che quest’ anno lo hanno tenuto in linea di galleggiamento con i primi:8 top fives e 20 top ten in 33 gare, ai quali si aggiunge la vittoria a Pocono lo scorso  giugno.https://i2.wp.com/www.cheatsheet.com/wp-content/uploads/2016/02/Kevin-Harvick-Jared-C.-Tilton-Getty-Images.jpg?w=584

Per quel che concerne Kevin Harvick, l’ovale di Avondale nei pressi di Phoenix è il luogo a lui sacro considerato che è il maggior interprete di quest’ovale con i suoi 8 successi in carriera, 5 dei quali giungono nelle ultime 6 partenze sul tracciato. Un record che gli vale un posto tra i grandi vincitori della NASCAR.  Se dovesse fallire in Texas, il jolly di Phoenix sarebbe una carta più che valida per arrivare in finale. Infatti, in Texas sul veloce ovale di Fort Worth non ha mai conquistato il Victory Lane, seppur abbia un enorme quantità di top ten: 15 in 27 gare disputate. Se non fosse stato per quell’ alieno di Jimmie Johnson, avrebbe ottenuto la vittoria due volte consecutivamente, visto che giunse alle sue spalle nel Novembre del 2014 e nell’ Aprile del 2015. Un Harvick che non è del tutto tagliato fuori, anzi con grandi opportunità di arrivare in finale, forse ancor di più del suo compagno di team Kurt Busch.

Le prossime due gare saranno cruciali per il team capace di vincere il titolo nel 2014 e arrivare secondo nel 2015. Harvick però è chiamato per la terza volta in questa Chase a fare degli extra dopo essersi salvato in New Hampshire e Kansas (entrambe gare vinte), quando era con le spalle al muro.

La storia di queste gare ci diranno la sorte di questi due piloti, amati e odiati dal pubblico, ma che alla fine meriterebbero di avere un’ ulteriore chance.

I Chasers del 2016: Parte 1

Jamie McMurray: L’esperto pilota del Ganassi Racing giunge a questo Chase forte di buoni piazzamenti nella seconda parte di stagione, seppur non sia stata così esaltante.  Nel 2016 Jamie “Mac” ha ottenuto  9 top ten ed un solo top 5 in ventisei gare disputate senza aver visto il podio. In calo rispetto alle annate precedenti, il pilota di Joplin  ha ritrovato lo smalto dei vecchi tempi nella gara primaverile di Talladega dove concluse quarto, mentre è rimasto in linea di galleggiamento in California piazzando il secondo top ten nelle prime quattordici gare.Risultati scadenti per lui, con il grande rischio di  non affermarsi come lo scorso anno in cui prese parte al Chase per la prima volta in carriera, chiuso poi al 13° posto.Nelle ultime 10 gare della stagione regolare McMurray ha dovuto mettere a frutto tutta la sua esperienza in campo per eguagliare i rampanti giovani di questa serie. Il nono posto in Michigan ottenuto a giugno, ha fatto da rampa di lancio alle gare in Kentucky  e Loudon ove ha chiuso al settimo e sesto posto rispettivamente. Poi i passi falsi nei grandi ovali di Indianapolis  e Pocono lo hanno portato a rifarsi nelle  gare successive con tre ottavi posti finali consecutivi. Infine Richmond ha sancito ai danni di Ryan Newman, dal quale aveva perso nel 2004 e 2005, il suo passaggio nel Chase 2016 come ultimo pilota chiudendo la prova con un brillante settimo posto.  Ormai un veterano di questa serie con i suoi 15 anni di esperienza e 500 gare svolte alle spalle, McMurray ha nel Charlotte Motor Speedway ed il Talladega SuperSpeedway le punte di diamante per questo Chase  nei quali fu capace di uscirne vittorioso per due volte a testa( 4 successi totali); se dovesse sopravvivere al primo round potrebbe rivelarsi pericoloso nelle fasi successive, seppur non sia al massimo del suo potenziale.https://i0.wp.com/www2.pictures.zimbio.com/gi/NASCAR+Dover+Preview+Day+1+S6xyeg4P9Inl.jpg?w=584

Austin Dillion: Il 26enne di Lewisville è l’unica carta da giocare per Richard Childress in questo Chase. Alla sua prima apparizione nella breve carriera finora disputata, Dillon è ancora alla ricerca di una vittoria, che per poco non è arrivata durante le prime 26 gare di stagione regolare. Per lui pochi giri in testa, otto ma forte di dieci top ten e quattro top fives nelle prime 26 partecipazioni; il doppio rispetto al 2015. Il miglior risultato lo ha ottenuto come McMurray a Talladega, terzo, seguono il quinto posto a Martinsville, Las Vegas nelle prime fasi della stagione ed un quarto posto a Bristol il mese scorso. Per lui sono stati importanti anche i  due top ten conquistati nelle due gare a Daytona, dove l’anno scorso fu autore di un pericoloso incidente.Alla prima esperienza non ci si può aspettare un granchè da Dillion il quale ha forti possibilità di uscire nel primo round del Chase, ma come accade da due anni a questa parte c’è sempre stata la cenerentola: nel 2014 Ryan Newman, nel 2015 Martin Truex Jr. E nel 2016? Mai dire mai.

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Chase Elliott: E’ entrato quest’anno nella massima serie con il pesante fardello di rilevare il grande Jeff Gordon, il quale terminò terzo nel campionato dello scorso anno. Rookie quest’anno è uno dei due neoarrivati presenti nel Chase 2016 e i numeri la dicono tutta sul suo futuro. 13 top ten e 7 top fives in 26 gare in cui si includono due secondi posti in Michigan e oltre 100 giri in testa. A 20 anni è a tutti gli effetti l’astro nascente di questa categoria, e già corre per il team più forte nella storia di questo sport:L’Hendrick Motorsports. In poche parole si può certamente dire che Chase Elliott ha svolto a pieni voti il suo lavoro nel tentativo di sostituire Jeff Gordon; un pò come fece Kevin Harvick con Dale Earnhardt nel 2001. Anche lui potrebbe essere uno dei due outsider di questo Chase for the Cup, basti che non si faccia prendere dall’ emozione.

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Chris Buescher: Ecco il secondo Rookie presente nel Chase for the Cup di quest’anno. Lui potrebbe essere già soddisfatto solo a farne parte senza alcun rimpianto di uscirne al primo turno o meno. O va o non va. Vincitore grazie alla pioggia a Pocono si è garantito il pass solo cercando di restare nei primi trenta fino a Richmond. La vittoria sull’ ovale della Pennsylvania ed il quinto posto a Bristol sono le uniche note di spicco della sua stagione, le quali eliminadole dalla lista, Buescher avrebbe una media finale superiore alla 27° posizione. Non  c’è da aspettarsi molto da questo pilota a bordo di una Ford di un team satellite, ma essere già nel Chase for the Cup nella prima annata comunque vada stamperà un sorriso davanti alle telecamere.

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