Throwback Paint Scheme: Jamie McMurray

Qualche ora fa è stata svelata la livrea di Jamie McMurray per il prossimo 3 settembre a Darlington attraverso l’account twitter del Chip Ganassi Racing con il seguente video:

Il pilota di Joplin onorerà così David Pearson vincitore dell’ allora CRC Chemicals Rebel 500 nel 1980  a bordo di questa iconica auto,  quella che fu ll’unica vittoria di quella stagione e l’ultima della sua maestosa carriera.

Pearson fu in grado di vincere questa gara per un record di 10 volte in carriera; un primato che resiste n tempi odierni.Alle sue spalle Dale Earnhardt Sr ottenne 9 vittorie mentre Jeff Gordon figura terzo con i suoi 7 successi (di cui quattro consecutivi). David Pearson è infine, secondo maggior vincitore della serie con la bellezza di 105 vittorie in carriera.

Per Jamie McMurray si tratterà della 17° gara a Darlington in cui sfoggerà il target McDonald’s ed un numero ripetuto due volte sulla fiancata della Chevrolet.

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Gli ovali defunti: Langley Field Speedway

 

Il Langley Field Speedway o Langley Speedway ( da non confondere con quello in Canada) non è un ovale scomparso, bensì uno di quelli che al giorno d’oggi solo le serie minori hanno la possibilità di gareggiare.

Prima dell’ arrivo delle serie minori, Il Langley Speedway ospitò dal lontano 1964 al 1970 ben 9 gare dell’allora Grand National. Bisogna però ricordare che Langley conobbe luce nella macro categoria degli ovali già nel 1950, di fronte alla base della NASA dall’ omonimo nome nei pressi della città di Hampton nello stato della Virginia.

Ovale da una leggerissima inclinazione pari a 6° in curva e 4 ° nei rettilienei può vantare della lunghezza di 636 metri, caratteristica che lo rende un vero e proprio short track, leggermente più esteso di Bristol e Martinsville.

Nonostante sia un ovale già asfaltato, quando accolse il Grand National solo i re della terra battuta riuscirono in qualche modo a domarlo. Il 15 Maggio 1964 la Tidewater 250  venne letteralmente dominata da Ned Jarrett che completò ben 227 giri in testa, grazie al ritiro di David Pearson per pressione dell’ olio al carburatore precedendo di tre giri Marvin Panch secondo, e di ben otto giri Buddy Baker alla fine terzo.

Il buon risultato della prima gara, portò gli organizzatori a rinnovare il contratto piazzando un evento per l’anno successivo e Jarrett si riconfermò leader inconstrato terminando la gara a pieni giri con Hutcherson ad un giro di ritardo. Dal 1966 al 1967 le gare finirono in mano a Richard Petty, il quale non poteva mancare all’ appuntamento con la bandiera a scacchi tra la lista delle sue 200 vittorie in carriera incrementando nei due anni il numero di giri in testa; 177 nel 1966, 223 nel 1967, tanto per non cambiare la legge del più forte.

Ma Petty non era imbattibile e tra il 1968 ( 2 gare) ed il 1969 il testimone di leader passò al vice David Pearson. Nella prima di queste tre, datata 18 maggio 1968 Pearson se la vide proprio con il campione uscente Petty spartendosi le redini della gara, ma dopo 242 giri il motore della vettura 43 andò in fumo. Nella gara autunnale però Pearson sbaragliò la concorrenza  completando tutti 250 giri in testa, lasciando a Petty  il solo panorama degli scarichi della sua Ford. Infine, nel 1969, fu la fortuna a dare  Pearson il terzo successo ed il primato di vittorie nella storia di Langley, perchè Bob Isaac capitolò dopo 260 giri in testa. Terzo fini un certo Dave Marcis che culminò la sua interminabile carriera solo 2002 dopo ben 35 anni di attività

L’ultimo anno, il 1970 l’addio a Langley fu coronata dalla rivincita di Isaac nella visita di Maggio, mentre Bobby Allison portò a casa la gara di Novembre la 48° ed ultima di un campionato vinto da Isaac ai danni di Allison.

Da quel momento Langley apri le strade a categorie minori e al giorno d’oggi accoglie su asfalto ben 11 serie : Late models, grand stock, modifieds, legends cars, super street, UCAR, pro six, super trucks, HRKC Pro Winged Champ Karts, ed enduro.

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Gli ovali defunti della Nascar: Augusta International Raceway

Il tracciato dell’ Augusta International Raceway era situato in Georgia a Sud dell’ omonima città. Attivo per solo una decade nel secolo scorso si trovava all’ interno di un complesso che presentava varie tipologie di tracciato: dal  rettilineo  per il Drag Racing,all’ ovale, al Road Course, fino al tracciato kart e l’inizio di un progetto mai completato di un ovale di 2 miglia. Inoltre, all’ interno del Road Course di quasi 5 km era presente anche un campo da golf.

Dopo aver piazzato la prima piastrella nel 1959, ci impiegarono un anno a costruire un’ ovale da 0.5 miglia ( pari a 800 metri di lunghezza), una lunghezza che apri un paio di anni più tardi le porte a quella serie a quei tempi denominata Grand National Series.

Nel complesso si disputavano un totale di 13 gare annuali dal 1960 al 1970. Quello che interessa in questo frangente è la storia di quel mezzo miglio che ospitò la Nascar per un totale di sette anni fino al 1969 e di 12 gare disputate.  Il debutto nella Grand National Series avvenne il 19 giugno 1962,  una gara di 100 miglia non asfaltata con 200 giri da completare. In quell’ occasione a bordo di un Pontiac, Joe Weatherly vinse l’evento con un giro di vantaggio su Ned Jarrett, che a a sua volta rifilò un giro a Richard Petty. Era la 26° gara del campionato.racing-9-marshall-spray-and-ned-jarretIn quell’ annata la Grand National Series tornò per altre due volte: a luglio e a settembre; erano la 33° e la 49° gara della stagione 1962.  In queste due edizioni successive a quelle del debutto, Joe Weatherly ripetè il successo su Richard Petty a Luglio, mentre Fred Lorenzen ebbe l’onore di vincere a settembre con il solito Richard Petty alle calcagna. Quest’ ultima fu una gara dominata da Ned Jarrett con ben 181 giri al fronte prima di capitolare al quarto posto con 10 giri di ritardo da Lorenzen.

Da quel momento ospiterà un solo evento annuale  per i prossimi quattro anni. La sconfitta subita nel 1962, rinvigorì Jarrett assetato di vittoria e nell’ aprile 1963 riuscì nell’ impresa di vincere davanti a 4000 spettatori e con 104 giri in testa in una gara ridotta a sole 56 miglia.  Ancora una volta, Petty dovette accontentarsi del secondo posto, ormai una vera bestia nera.

Nel 1964 però l’evento riprese vigore aumentando il numero di giri a 300, una cifra enorme per quel mezzo miglio della Georgia. Oltre a questo cambiamento gli spalti vennero aumentati fino a contenere 14.000 spettatori, e la gara rinominata Jaycee 300 vide un semi sconosciuto Darel Dieringer capace di spazzare via la concorrenza grazie ad oltre 200 giri in testa e lasciando a pieni giri il solo Bobby Isaac. Per Dieringer fu una delle sette vittorie conquistate durante i suoi 12 anni di professionismo.

Il 1965 fu l’annata di Dick Hutcherson che surclassò David Pearson, Ned Jarrett, LeeRoy Yarborough, Cale Yarborough, Buddy Baker e Buck Baker. tutti piloti che hanno scritto pagine e pagine di questo sport. racing-5-aug-1965Le due annate successive, 1966 e 1967  furono le volte del grande Richard Petty, il quale dopo tanti piazzamenti  si ripetè due volte nel giro un anno nel mese di novembre. 132 giri in testa nel 1966 e 223 giri al fronte nel 1967 rifilando 3 giri di ritardo a Paul Lewis secondo. In entrambe le occasioni la distanza da completare era di 300 giri. Petty eguagliò così Joe Weatherly come maggior vincitore dell’ Augusta International Raceway, fermi a quota due.

Negli ultimi due anni l’Augusta International Raceway riuscì a strappare due gare annuali, vinte  equamente da Bobby Isaac e David Person. Nella gara primaverile del ’68 Isaac battè Buddy Baker mentre Pearson conquistò quella autunnale ai danni di Bobby Allison. Nel 1969 i due si invertirono: Pearson vinse quella primaverile lasciandosi alle spalle Petty e Isaac alle spalle; Isaac vinse invece con 198 giri in testa su 200, la visita autunnale in cui Petty e lui si scambiarono la leadership un paio di volte. Questa fu l’ultima volta che l’Augusta International Raceway vide luce nell’ attuale Nascar.

L’ovale poi capitolò e scomparse dalla visibilità dell’ occhio umano diventando un quartiere, ma il tracciato di quasi 5 km è ancora visibile seppur tutto il complesso chiuse nel 1970.

Al giorno d’oggi quell’ area in cui i motori rombavano a tutta velocità è parte integrante del Diamond Lakes Regional Park di Augusta.

Jimmie Johnson svela la livrea per il Labour Day

Le novità per le livree in onore dei piloti attivi tra il 1975 e il 1985 continua con i nuovi colori della Chevrolet del sei volte campione Nascar Jimmie Johnson, il quale onorerà i campioni Nascar e Hall of Famers,  David Pearson e Dale Earnhardt  nella gara di Darlington.https://i2.wp.com/racingnews-walterswebdesign.netdna-ssl.com/files/2016/08/Jimmie-Johnson-2016-Darlington-Retro-Paint-Scheme-Photos.jpg?w=584&ssl=1

Johnson porterà con sè il tipico colore giallo e azzurro, colori che aveva nel suo anno da Rookie Dale Earnhardt nel 1979, annata in cui vinse anche il Rookie of the Year e il primo titolo nel 1980 dei sette che vincerà nel corso della sua strabiliante carriera.

Earnhardt però non gareggiò  nella Southern 500 di quell’ anno causa un infortunio avvenuto a Pocono precedentemente. Così a sostituirlo ci pensò David Pearson. “The silver fox” fece egregiamente il suo lavoro finendo secondo a Talladega, quarto in Michigan, settimo a Bristol prima di cogliere il successo a Darlington nel Labour day; era la sua terza Southern 500, nove complessivamente con le altre visite annuali al tracciato.

Earnhardt dal canto suo conquisterà il difficile tracciato ben nove volte e nel complessivo tra i due campioni si contano ben 18 successi. Numeri strabilianti, e Johnson che con i suoi sei titoli insegue il settimo sigillo di Earnhardt e Petty, proverà a conquistare la quarta Southern 500 con questa storica livrea targata Lowes.https://i0.wp.com/a.fssta.com/content/dam/fsdigital/fscom/nascar/images/2016/08/10/081016-nascar-dale.jpg?resize=584%2C410

 

Gli ovali della Nascar: Darlington Raceway

Darlington Raceway. L’ovale atipico. L’ovale che brilla nella notte. La signora in nero. L’ovale che non si doma.  Sono questi alcuni dei soprannomi del gioello del South Carolina che in inglese sarebbero “The track too tough to tame” e “The lady in black”.

Un ovale da una storia che dura da più di un quarto di secolo dove molti campioni e non, hanno faticato parecchio prima di conquistarlo, alcuni senza mai esserci riusciti. Con la sua lunghezza di 1.36 miglia è, a tutti gli effetti una tradizione NASCAR con la sua conformazione a “uovo” che ne caratterizza la sua difficoltà nell’ essere “domato”.https://i2.wp.com/www.playflorence.com/site/images/DDR1105_09164.jpg?resize=584%2C389

Cominciate le costruzioni nel 1949 grazie ad un certo Harold Brasington, un ex pilota  del South Carolina nativo e residente proprio a Darlington, si fece prendere dalla follia di seguire le orme dell’ Indianapolis Motor Speedway e crearne uno nellla sua città natale. Dopo aver comprato un’ area di 70 acri da un contadino, decise di costruire il leggendario ovale su un terreno dove prima si coltivavano l’arachide e il cotone.

Ma l’accordo tra Brasington ed il contadino fu  che costruendo l’ovale  non sarebbe andato a disturbare il lago di pesci presente nel terreno vicino. Per questo Brasington dovette costruire sopra il pendio di una leggera collina creandone la forma unica ad uovo guardando a est anzichè a ovest, dove il laghetto si trovava. Per completarne  l’opera Brasington ci impiegò un’ anno. In quel momento non si rese conto di aver costruito un ovale raro che con il passare degli anni sarebbe diventato leggenda.

Così nel 1950 Brasington fece diventare un sogno realtà: La Southern 500 si disputò per la prima volta il 4 settembre entrando nel calendario Nascar (allora Grand National)  diventando il primo evento da 500 miglia nella storia della categoria. Una gara dominata da un certo Johnny Mantz che passò sotto la bandiera a scacchi come unico pilota a pieni giri (400 da completare) su Fireball Roberts (che ne completò 391), rimanendo  al fronte per 351 giri su una griglia 75 auto. Addirittura in quella gara Brasington volle che nei restart le auto si disponessero come a Indianapolis con 3 auto per fila affiancate.

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La storia del Darlington Raceway era appena decollata. Da quel momento Darlington venne domata da un certo Herb Thomas che negli anni ’50 costituì la scena del tracciato vincendo 3 volte in 7 partecipazioni. Roberts, purtroppo dovette attendere il 1958 prima di vincere e ripetersi poi nel 1963. E’ una gara che fino al 2004 si sarebbe disputata due volte all’ anno.

Dagli anni sessanta il palcoscenico passa nelle many di Richard Petty vincitore tre volte e a David Pearson che sarebbe diventato il grande interprete di questo ovale. Pearson vinse per la prima volta nel maggio del 1968 e fino al 1980 conquistò Darlington ben 10 volte (record di successi in questo tracciato) e quando si ritirò aveva accumulato la bellezza di 47 partecipazioni. Una statistica simile non sarebbe più successa fino a quando un tale Dale Earnhardt lo avrebbe domato 9 volte in un arco temporale di 12 anni, dal 1982 al 1994.  Dopo Earnhardt il testimone passò a Jeff Gordon che nella decade degli anni ’90  vinse ben 5 volte per un totale di sette successi aggiungendo le vittorie del 2002 e del 2007.

Darlington cambiò leggermente configurazione nel 1997: quello che era il rettilieneo principale divenne quello opposto.Poi nel 2004 si aggiunse un impianto luci e i posti a sedere aumentarono a 65.000 dei 58.000 originari.

Tra i vari vinictori  troviamo nomi conosciuti come Darrell Waltrip, Bill Elliott, Cale Yarborough e Bobby Allison con 5 successi, i fratelli Terry Labonte con 2 sigilli e Bobby  Labonte con una vittoria; Jimmie Johnson al momento fermo a quota tre; Ned e Dale Jarrett padre e figlio con un complessivo di 4 successi; Buck e Buddy Baker con 5 successi total e più recentemente Kevin Harvick e Matt Kenseth. Non mancano però i meno conosciuti: Regan Smith vinse nel 2011 con il Furniture Row, Sterling Marlin taglià il traguardo per primo nel 1994 e nel 2002, Mark Martin anch’egli con due vittorie.Poi sarà la volta dei fratelli Jeff e Ward Burton con due vittorie a testa, seguono Greg Biffle e Ricky Craven. Quest’ultimo nel 2003 battè  Kurt Busch in un finale pazzesco in cui i due si agganciarono e tagliarono la linea del traguardo assieme, fianco a fianco, seppur il muso di Craven prevalse su quello di Busch.Tra tutti però spicca un pilota che non ha mai digerito Darlington: Tony Stewart ha vinto su tutti i tracciati della categoria trannne qui e il Kentucky Speedway, ma quest’ultimo debuttò solo nel 2011. A Darlington Stewart ha  all’ attivo 23 partenze 4 top fives, 12 top ten e solo 30 giri in testa. Al suo ultimo anno ha ancora a disposzione la gara di settembre per sfatare questo tabù.

Di seguito vi lascio il video di questo finale: