NASCAR: I migliori piloti senza un titolo

Quanti piloti avrebbero meritato di vincere almeno un titolo NASCAR dimostrando di ottenere eccellenti successi, eppure per un qualche valido motivo, o possibilmente anche per destino sono rimasti a mani vuote?  La risposta sta in questo articolo in cui seguiranno i migliori piloti nella storia della categoria senza alcun titolo in mano.

Carl Edwards: Il più recente ad entrare in questa lista, il pilota 37enne del Missouri ha chiuso la sua straordinaria carriera con 28 successi, 223 top ten in 445 partenze ufficiali. Per di più Edwards è giunto secondo in classifica sia nel 2008 che nel 2011 a parimerito con Stewart. L’unico titolo da lui conquistato è nella Xfinity Series nel 2007, ma nella massima serie ha regalato tantissime emozioni che in pochi dimenticheranno. Rimarrà con il forte rammarico del mancato titolo che neppure nel 2016, sfortunatamente non è arrivato.

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Junior Johnson: E’ il pilota con più successi di questa lista con 50 vittorie, e in 14 anni di carriera tra gli anni ’50 e ’60 Junior Johnson non è mai andato oltre il sesto posto in classifica nel 1955 e nel 1961. Un vero peccato per un pilota con così tanti successi, ma si è consolato l’introduzione nella Hall of Fame alla prima chiamata.

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Mark Martin: In questa lista non poteva mancare il piccolo pilota dell’ Arkansas capace di gareggiare nella massima serie per ben 31 anni, oltre metà della sua vita. Martin ha conquistato 40 successi in 882 partenze ufficiali, poche considerati questi numeri eccezionali ai quali si aggiungono 453 top ten. A Martin gli si dedica il soprannome di “eterno secondo” avendo concluso ben 5 campionati dietro al vincitore (1990,1994,1998, 2002 e 2009).http://www.mrn.com/~/media/65A2A45044EF49929DC525EC4210C993.ashx?w=602&h=345

Fireball Roberts: Fu uno dei più veloci piloti tra gli anni ’50 e ’60 ed il suo unico secondo posto giunse proprio ad inizio di quel decennio alle spalle di un certo Bill Rexford, vincitore del campionato. Roberts prima del suo fatale incidente a Charlotte in cui perse la vita nel Luglio del 1964, ottenne 33 successi e 122 top ten in sole 206 gare disputate. https://i1.wp.com/assets.blog.hemmings.com/wp-content/uploads//2013/09/mtrsptshist_75_HR.jpg?resize=546%2C368&ssl=1

Jim Paschal: Un uomo che iniziò la sua carriera nel 1949 e rimase nel circus per ben 23 anni ritarndosi solo nel 1972. Durante questi anni Paschal ottenne 25 successi e 230 top ten in 421 gare ufficiali in il miglior risultato in campionato fu nel . A Paschal gli si deve il record di 335 giri in testa a Charlotte nel 1967; una statistica che resse fino al 2016 quando Truex Jr fece 392 giri al fronte.

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Fred Lorenzen: Ragazzo di Elmhurst, Illinois detiene svariati primati che tutt’ora resistono nonostante non abbia mai completato una stagione intera, in cui solo nel 1963 termino al terzo posto della generale. Lorenzen ha conquistato 26 successi in solo 158 gare disputate, conquistando tra l’altro la Daytona 500 nel 1965, le due gare di Martinsville nel 1963 e l’attuale Coca Cola 600 nelle due annate appena citate precedendetemente. Inoltre, divenne il primo pilota a conquistare tutti gli ovali del sud degli States (Daytona, Darlington, Atlanta, Charlotte, e Rockingham).

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Ricky Rudd: Il virginiano soprannominato “The Rooster” è uno tra i due piloti a disputare più gare nella storia di questa categoria (secondo solo a Richard Petty)  con ben 906 in 32 anni di carriera. Rudd riusci ad ottenere 23 successi in cui solo nel 1991 ebbe la grande opportunità di ottenere il titolo giungendo alle spalle di Dale Earnhardt Sr. https://nbcnascartalk.files.wordpress.com/2015/04/ricky-rudd-getty-2001-lead-art.jpeg?w=584&h=343&crop=1

Jeff Burton: “The Major” avrebbe anche lui meritato un titolo. Si ferma 21 successi in carriera chiuse al terzo posto in classifica ad inizio secolo, ma le sue vittorie con Roush nelle annate precedenti lo hanno spesso messo nell’ avanguardia del gruppo. 254 top ten in quasi 700 gare sono i numeri del pilota di South Boston  vincitore a Darlington nel 1999 e della Coca Cola 600 nel 1999 e 2001.

In un modo o nell’ altro, seppur senza titoli, chi conosce ed ama questa categoria difficilmente si scorderà di loro tenendo a cuore le loro ottime prestazioni in pista e fuori dalla pista.

Gli ovali della Nascar: Darlington Raceway

Darlington Raceway. L’ovale atipico. L’ovale che brilla nella notte. La signora in nero. L’ovale che non si doma.  Sono questi alcuni dei soprannomi del gioello del South Carolina che in inglese sarebbero “The track too tough to tame” e “The lady in black”.

Un ovale da una storia che dura da più di un quarto di secolo dove molti campioni e non, hanno faticato parecchio prima di conquistarlo, alcuni senza mai esserci riusciti. Con la sua lunghezza di 1.36 miglia è, a tutti gli effetti una tradizione NASCAR con la sua conformazione a “uovo” che ne caratterizza la sua difficoltà nell’ essere “domato”.https://i2.wp.com/www.playflorence.com/site/images/DDR1105_09164.jpg?resize=584%2C389

Cominciate le costruzioni nel 1949 grazie ad un certo Harold Brasington, un ex pilota  del South Carolina nativo e residente proprio a Darlington, si fece prendere dalla follia di seguire le orme dell’ Indianapolis Motor Speedway e crearne uno nellla sua città natale. Dopo aver comprato un’ area di 70 acri da un contadino, decise di costruire il leggendario ovale su un terreno dove prima si coltivavano l’arachide e il cotone.

Ma l’accordo tra Brasington ed il contadino fu  che costruendo l’ovale  non sarebbe andato a disturbare il lago di pesci presente nel terreno vicino. Per questo Brasington dovette costruire sopra il pendio di una leggera collina creandone la forma unica ad uovo guardando a est anzichè a ovest, dove il laghetto si trovava. Per completarne  l’opera Brasington ci impiegò un’ anno. In quel momento non si rese conto di aver costruito un ovale raro che con il passare degli anni sarebbe diventato leggenda.

Così nel 1950 Brasington fece diventare un sogno realtà: La Southern 500 si disputò per la prima volta il 4 settembre entrando nel calendario Nascar (allora Grand National)  diventando il primo evento da 500 miglia nella storia della categoria. Una gara dominata da un certo Johnny Mantz che passò sotto la bandiera a scacchi come unico pilota a pieni giri (400 da completare) su Fireball Roberts (che ne completò 391), rimanendo  al fronte per 351 giri su una griglia 75 auto. Addirittura in quella gara Brasington volle che nei restart le auto si disponessero come a Indianapolis con 3 auto per fila affiancate.

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La storia del Darlington Raceway era appena decollata. Da quel momento Darlington venne domata da un certo Herb Thomas che negli anni ’50 costituì la scena del tracciato vincendo 3 volte in 7 partecipazioni. Roberts, purtroppo dovette attendere il 1958 prima di vincere e ripetersi poi nel 1963. E’ una gara che fino al 2004 si sarebbe disputata due volte all’ anno.

Dagli anni sessanta il palcoscenico passa nelle many di Richard Petty vincitore tre volte e a David Pearson che sarebbe diventato il grande interprete di questo ovale. Pearson vinse per la prima volta nel maggio del 1968 e fino al 1980 conquistò Darlington ben 10 volte (record di successi in questo tracciato) e quando si ritirò aveva accumulato la bellezza di 47 partecipazioni. Una statistica simile non sarebbe più successa fino a quando un tale Dale Earnhardt lo avrebbe domato 9 volte in un arco temporale di 12 anni, dal 1982 al 1994.  Dopo Earnhardt il testimone passò a Jeff Gordon che nella decade degli anni ’90  vinse ben 5 volte per un totale di sette successi aggiungendo le vittorie del 2002 e del 2007.

Darlington cambiò leggermente configurazione nel 1997: quello che era il rettilieneo principale divenne quello opposto.Poi nel 2004 si aggiunse un impianto luci e i posti a sedere aumentarono a 65.000 dei 58.000 originari.

Tra i vari vinictori  troviamo nomi conosciuti come Darrell Waltrip, Bill Elliott, Cale Yarborough e Bobby Allison con 5 successi, i fratelli Terry Labonte con 2 sigilli e Bobby  Labonte con una vittoria; Jimmie Johnson al momento fermo a quota tre; Ned e Dale Jarrett padre e figlio con un complessivo di 4 successi; Buck e Buddy Baker con 5 successi total e più recentemente Kevin Harvick e Matt Kenseth. Non mancano però i meno conosciuti: Regan Smith vinse nel 2011 con il Furniture Row, Sterling Marlin taglià il traguardo per primo nel 1994 e nel 2002, Mark Martin anch’egli con due vittorie.Poi sarà la volta dei fratelli Jeff e Ward Burton con due vittorie a testa, seguono Greg Biffle e Ricky Craven. Quest’ultimo nel 2003 battè  Kurt Busch in un finale pazzesco in cui i due si agganciarono e tagliarono la linea del traguardo assieme, fianco a fianco, seppur il muso di Craven prevalse su quello di Busch.Tra tutti però spicca un pilota che non ha mai digerito Darlington: Tony Stewart ha vinto su tutti i tracciati della categoria trannne qui e il Kentucky Speedway, ma quest’ultimo debuttò solo nel 2011. A Darlington Stewart ha  all’ attivo 23 partenze 4 top fives, 12 top ten e solo 30 giri in testa. Al suo ultimo anno ha ancora a disposzione la gara di settembre per sfatare questo tabù.

Di seguito vi lascio il video di questo finale:

Gli ovali defunti: Birmingham International Raceway

11866.19323Il Birmingham International Raceway  fu un ovale costruito nel 1906 inizialmente di un miglio che cominciò la sua attività ospitando qualche evento nazionale, mentre venti anni più tardi circa, e precisamente nel 1925, l’ovale aumentò i posti a sedere grazie alla costruzione del Grand Stand di 10.000 spettatori. Soltanto sette anni più tardi venne ridotto a mezzo miglio di lunghezza e dopo essere stato  chiuso durante la seconda guerra mondiale, riaprì nel 1946 continuando ad ospistare corse come fece  sin dal 1907.

Il passo da gigante però lo fece nel 1958 quando aprì le porte al Grand National ( attuale Nascar) con una gara di 125 miglia non asfaltata e vinta da un certo Fireball Roberts, il quale comandò la prova solo all’ ultimo giro. Solo 18 piloti presero parte alla gara, mentre il vincitore e Buck Baker furono gli unici  a pieni giri. Per curiosità  5 auto tagliarono il traguardo, tutte le altre si ritirarono.

Passato il primo evento Nascar sull’ ovale, slittò l’annata 1959 causa pavimentazione o asfaltamento del tracciato stesso, il quale durò due anni. La categoria tornò nel 1961 nel quale il dominatore assoluto fu Ned Jarrett, padre di Dale Jarrett campione Nascar nel 1999. Il 4 novembre 1962 cadde una pioggià torrenziale che obbligò gli organizzatori a spostare la gara addirittura al venerdì successivo, causa danni al tracciato.

Nel complessivo il Birmingham International Raceway ospitò 8 gare della Nascar tra il 1958 e il 1968, nei quali gli ultimi tre eventi furono accorciati a 160 giri complessivi. E’ stato un’ ovale dominato dai piloti dell’ Alabama con Donnie e Bobby Allison nel quale solo quest’ ultimo catturò il successo nel 1967. Tra i vincitori si possono includere  Ned Jarrett  con tre successi, il maggior vincitore su questo ovale e Richard Petty con due vittorie.

Lasciato a se stesso nel 1969, il Birmingham International Raceway venne demolito solo il 30 gennaio 2009 in un’ operazione che durò due mesi. Ora, al suo posto c’è un impianto di atletica e una piscina.