Chevrolet Camaro ZL1 sostituirà la SS l’anno prossimo

Dopo 4 anni all’ attivo la Chevrolet SS verrà sostituita dalla nuova Chevrolet Camaro ZL1 da quanto annunciato qualche minuto fa sul sito Nascar da parte della casa motoristica americana.

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Sarà una vettura “cattiva” da quanto mostra il video  e debutterà nella Daytona 500 del 2018. Il sette volte campione NASCAR Jimmie Johnson, pilota dalla Chevrolet 48 ha presentato la vettura con Mark Reuss vicepresidente esecutivo della GM Global Product Development. Con loro anche gli altri esponenti Chevrolet della NASCAR :Hendrick Motorsports, Richard Childress Racing, Chip Ganassi Racing, Germain Racing, JTG Daugherty Racing  e Leavine Family Racing.

Questo nuovo modello della Camaro accompagnerà la SS presente nella serie nazionale, la Xfinity dal 2013.

La SS ha finora ottenuto 70 vittorie nella massima serie dal 2013, tre titoli piloti (Johnson, 2 volte e Harvick nel 2014. Inoltre Chevrolet ha ottenuto ben 39 campionati costruttori in 70 anni di cui 13 consecutivi dal 2003-2015, a dimostrazione del peso enorme che questa casa ha all’ interno della categoria.

La nuova Camaro ZL1 è una vettura da 650 cavalli che riprende i vecchi modelli degli anni ’60/’70 decennio d’oro dei motori americani, quando allora se la vedeva con la Chevelle, la Mustang e altre Muscle Car della sua generazione.

Ora il testimone passa a Ford, la quale competere con una Fusion nella massima serie sembre essere un pò sottotono. Al momento la casa dell’ ovale blu ha sul campo la Mustang nella Xfinity series e potrebbe, forse essere una valida alternativa per competere con Chevrolet.

Chevrolet Camaro ZL1 Race Car Front

 

NASCAR annuncia la lunghezza dei segmenti gara

http://www.nascar.com/content/dam/nascar/articles/2016/12/19/hero/NASCAR_922x520-v2.jpg/_jcr_content/renditions/original

Nella giornata di ieri sono state svelate come saranno divise le tre fasi in base ai giri per tutte le gare delle tre serie nazionali NASCAR.

Finora solo Daytona, Pocono e Watkins Glen sono state le prime ad annunciare qualche settimana le fasi  delle rispettive gare annuali anticipando NASCAR. Ora anche gli altri 20 tracciati della categoria conoscono il loro verdettto.

Di seguito seguirà la lista completa dei segmenti della MONSTER ENERGY CUP SERIES, NASCAR XFINITY SERIES e della NASCAR CAMPING WORLD TRUCK SERIES.

*Il numero presente nella tabella indica il giro che concluderà tale segmento

Monster Energy NASCAR Cup Series
Race Stage 1 Stage 2 Final Stage
Daytona 60 120 200
Atlanta 85 170 325
Las Vegas 80 160 267
Phoenix 75 150 312
Auto Club 60 120 200
Martinsville 130 260 500
Texas 85 170 334
Bristol 125 250 500
Richmond 100 200 400
Talladega 55 110 188
Kansas 80 160 267
Charlotte 115 230 400
Dover 120 240 400
Pocono 50 100 160
Michigan 60 120 200
Sonoma 25 50 110
Daytona-2 40 80 160
Kentucky 80 160 267
New Hampshire 75 150 301
Indianapolis 50 100 160
Pocono-2 50 100 160
Watkins Glen 20 40 90
Michigan-2 60 120 200
Bristol-2 125 250 500
Darlington 100 200 367
Richmond-2 100 200 400
Chicagoland 80 160 267
New Hampshire-2 75 150 300
Dover-2 120 240 400
Charlotte-2 90 180 334
Talladega-2 55 110 188
Kansas-2 80 160 267
Martinsville-2 130 260 500
Texas-2 85 170 334
Phoenix-2 75 150 312
Miami 80 160 267
NASCAR XFINITY Series
Race Stage 1 Stage 2 Final Stage
Daytona 30 60 120
Atlanta 40 80 163
Las Vegas 45 90 200
Phoenix 60 120 200
Auto Club 35 70 150
Texas 45 90 200
Bristol 85 170 300
Richmond 75 150 250
Talladega 25 50 113
Charlotte 45 90 200
Dover 60 120 200
Pocono 25 50 100
Michigan 30 60 125
Iowa 60 120 250
Daytona-2 30 60 100
Kentucky 45 90 200
New Hampshire 45 90 200
Indianapolis 25 50 100
Iowa 60 120 250
Watkins Glen 20 40 82
Mid-Ohio 20 40 75
Bristol-2 85 170 300
Road America 10 20 45
Darlington 45 90 147
Richmond-2 75 150 250
Chicagoland 45 90 200
Kentucky-2 45 90 200
Dover-2 60 120 200
Charlotte-2 45 90 200
Kansas 45 90 200
Texas-2 45 90 200
Phoenix-2 60 120 200
Miami 45 90 200
NASCAR Camping World Truck Series
Race Stage 1 Stage 2 Final Stage
Daytona 20 40 100
Atlanta 40 80 130
Martinsville 70 140 250
Kansas 40 80 167
Charlotte 40 80 134
Dover 45 90 200
Texas 40 80 167
Gateway 35 70 160
Iowa 60 120 200
Kentucky 35 75 150
Eldora 40 90 150
Pocono 15 30 60
Michigan 30 60 100
Bristol 55 110 200
Canadian Tire Motorsport Park 20 40 64
Chicagoland 35 70 150
New Hampshire 55 110 175
Las Vegas 35 70 146
Talladega 20 40 94
Martinsville 50 100 200
Texas-2 35 70 147
Phoenix 40 80 150
Miami 40 80 134

 

NASCAR mette restrizioni alle auto danneggiate in pista

https://i2.wp.com/brightcove.meta.nascar.com.edgesuite.net/meta/1677257476001/201403/482/1677257476001_3415104443001_nascar-nscs14-mar-scanner-sounds-922.jpg?w=584I periodi in cui le vetture tornano in pista senza cofano e riparate in modo poco adeguato sono finiti. NASCAR non permetterà più il rientro in pista ad auto danneggiate se non saranno riparate entro un certo tempo.

Se la vettura si dirige direttamente al garage, il pilota sarà costretto a ritirarsi dalla gara e ogni manovra di riparazione sarebbe pressochè inutile. Quindi, dal momento che il pilota supera la linea gialla di entrata nei pit, il team avrà 5 minuti per riparare le parti danneggiate dell’auto e far uscire dalla pit lane il pilota entro il tempo previsto, altimenti sarà forzato a ritirarsi dall’ evento.

Nella pit lane si può riparare la carrozzeria per riportarla alla sua conformazione originaria, aggiungendo nastro adesivo e viti. Si possono usare fermagli per riparare le lamine danneggiate ma è vietato sostituirle  con delle nuove. Inoltre ll pilota che supera il limite di velocità consentito in pit lane verrà penalizzato di 15 secondi.

Ad ogni modo tutte le riparazioni meccaniche dovranno essere effettuate in garage se non sono state causate da un incidente.

In questa maniera, i piloti dovranno prestare più attenzione in pista ad eventuali danni che può costargli il titolo NASCAR. Infatti, con queste regole, Jimmie Johnson avrebbe rischiato di non vincere il titolo nel 2009, quando in Texas concluse al 38esimo posto dopo aver speso parecchi giri in garage nel tentativo di rientrare in pista per racimolare qualche punto. Molti ritengono che fu lo sttrepitoso lavoro dei meccanici di Hendrick a dare a Johnson il quarto titolo consecutivo in quattro anni.

 

Gli Ovali defunti: Ontario Motor Speedway

L’ Ontario Motor Speedway non ha nulla a che fare con il Canada o il lago Ontario a Nord-Est del continente Nordamericano, bensì con la costa Ovest degli Stati Uniti nei pressi della grande città di Los Angeles.

L’idea di costruire l’Indianapolis Motor Speedway dell’ Ovest era un grande sogno americano del quale ci vollero ben tre tentativi prima di renderlo realtà, dopo che svariate corporazioni provarono senza successo a portare a termine l’impresa.

Su un’ area di 800 acri pari a 323 ettari di terreno, l’ovale prese forma nel 1968 con un costo di 25,5 milioni di dollari vicino all’ Aeroporto Internazionale Ontario. Una zona della costa ovest che avrebbe rappresentato un conglomerato di impianti motorisitici che includeva il Riverside International Raceway, altro tracciato che prese vita nove anni prima nel 1957, distante qualche chilometro più a Sud Est di Ontario. Solo nel 1997 a distanza di 3 km di questo ovale venne costruito L’Auto Club di Fontana, ovale tutt’ora usato dalle massime serie NASCAR.

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Ci si impiegarono 22 mesi prima di completarlo nel 1970 creando un gigantesco ovale di 4 km pari a 2,5 miglia identico o quasi, al leggendario Indianapolis Motors Speedway, tanto da relegare  all’ Ontario Motor Speedway il soprannome di “The Big O”. Oltre alla conformazione ad ovale presentava un tracciato misto di pari a 5,14 km.

Le premesse dell’ Ontario Motor Speedway aprirono le porte alle grandi categorie motoristiche del periodo quali  Formula 1, NASCAR e USAC ( l’attuale Indycar) che lo resero una celebrità a Ovest della nazione.I proprietari dell’ ovale convinsero in qualche modo la Formula 1 a gareggiare nel 1971, unico anno in cui il vincitore fu Mario Andretti. La bassa presenza di spettatori portò la Formula 1 stessa a non rinnovarlo per l’anno dopo.

Da quel momento l’Ontario Motor Speedway si concentrò solo ed esclusivamente sulle categorie americane. Nella NASCAR il primo evento arrivò con il Miller High Life 500 nel 1971 e 1972, in cui un certo signore A.J. Foyt, con i Wood Brothers (team tutt’ora attivo in NASCAR) riuscì a vincere le due edizioni, seppur abbia più voce in capitolo nelle ruote scoperte americane anzichè nelle Stock Car della NASCAR.

La mancanza di un sponsor vero portò l’ovale a saltare l’evento NASCAR nel 1973, cosa che invece accadde con la Indycar dell’ epoca. A quel punto il Los Angeles Times diverrà per la NASCAR lo sponsor che legò la serie al tracciato dal 1974 al 1980. In queste edizioni che sancirono la storia di questo ovale, la data dell’ evento venne spostata da Marzo a Novembre, mese che chiudeva la stagione delle Stock Car americane.

In queste sette edizioni sull’ Ontario Motor Speedway, o “The Big O” se vogliamo citarlo con il suo soprannome, 500 miglia di gara per 200 giri da completare portarono i piloti ad una prova estenuante della durata minima di tre ore e mezza di gara. Era l’ultimo evento della stagione.

Nel 1974 fu Bobby Allison a bordo di una Ford Mercury di Roger Penske in una lotta serrata con Pearson e Yarborough, gli unici a pieni giri su una griglia di 40 piloti a conquistare la gara su questo ovale.  Nel 1975 Buddy Baker, per tutti “The Gentle Giant” per via della sua stazza conquistò la gara  staccando di 30 secondi David Person. Il 1976 fu l’anno della rivincita di David Person, capace di spazzare letteralmente la concorrenza con ben 121 giri in testa doppiando tutti i piloti presenti in pista. Il suo successo è il più netto nella storia della categoria ad Ontario.

https://i0.wp.com/www.woodbrothersracing.com/images/images/2010ontario_motor_speedway_1971.jpg?w=584

Nel 1977 la gara fu vinta da Neil Bonnett tallonato dal compagno di team e leggendario Richard Petty. Il secondo posto di Petty non bastò per negare a Cale Yarborough il secondo dei tre titoli consecutivi.Nel 1978 Bobby Allison riuscì ad eguagliare A.J.Foyt nella lista dei maggiori plurivincitori del tracciato rimanendo al fronte per ben 134 giri. Un risultato che ancora una volta graziò Yarborough campione NASCAR a spese di Allison.

L’edizione 1979 andò a Benny Parsons leader per 56 giri, coinvolto nella lotta per il titolo tra Darrell Waltrip e Richard Petty. Waltrip finito in testacoda chiuse ottavo, Petty fu quinto. Una gara in cui Richard Petty vinse il suo settimo ed ultimo  titolo in carriera per un misero margine di 11 punti. Dopo quell’ anno il testimone di leggenda passò a Dale Earnhardt Sr, il quale nel 1980 sull’ Ontario Motor Speedway vinse il primo titolo in carriera all’ età di 29 anni, dopo che Parsons conquistò la bandiera a scacchi per il secondo anno consecutivo.

Dopo il 1980, l’Ontario Motor Speedway capitolò lasciando per sempre la NASCAR. In quell’ anno l’ovale venne acquistato per  3 milioni di dollari  dalla compagnia Chevron e nel 1981 venne demolito per dare spazio a centri urbanistici ed un centro commerciale. L’ Indianapolis dell’ Ovest scomparve per sempre.

Di questo ovale rimarrà un’idea, un ricordo di coloro che ne hanno potuto metterci piede sognando di avere una seconda Indianapolis per sempre.

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Dodge potrebbe tornare in NASCAR

Stando alle dichiarazioni del  CEO di Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne, Dodge potrebbe tornare in NASCAR in una data ancora da definirsi.

La settimana scorsa in concomitanza con le finali mondiali Ferrari avvenute a Daytona, nel gigantesco ovale della Florida Marchionne avrebbe parlato poi con Jim France,NASCAR’s executive vice president durante il gala di sabato scorso.

Dodge lasciò il circo NASCAR a fine 2012 da campione uscente lasciando il testimone ai vari Chevrolet, Toyota e Ford; quest’ultimo diventato poi motore del team di Roger Penske a partire dal 2013.

“Si, mi piacerebbe molto ritornare nella NASCAR.  Ho parlato con Jim France proprio ieri sera,” ha dichiarato Marchionne nella giornata di domenica. “Sono colui che ha portato via Dodge dalla NASCAR e quindi mi auto dichiaro colpevole…ma per coloro di voi che hanno la memoria corta, nel 2009 eravamo quasi vicini alla bancarotta, quindi correre nella NASCAR mentre stavo cercando di pagare debiti e fatture era veramente difficile…penso che ora siamo una situazione diversa, e se possibile, ritorneremo nella NASCAR, dobbiamo solo trovare il modo giusto per rientrare.”

Il ritorno di Dodge riporterebbe a quattro i costruttori in gara andati a braccetto per sei anni nell’ultima decade, ma Brian France, CEO della NASCAR rimane ottimista ma cauto: “Ci sono state trattative per riportare un’ ulteriore costruttore, ma non siami pronti a fare l’annuncio ufficiale.”

Dodge prima di lasciare il circus nel 2012 aveva già mostrato una plausibile Generation Six, ovvero le attuali presenti nel campionato NASCAR.

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Nascar obbliga l’aggiunta del quinto bullone

I team speravano di risparmiare tempo  montando solo 4 bulloni sulle gomme durante il rifornimento anzichè cinque, Numero di fori presenti sulle gomme Nascar. Ora in caso non rispettassero la regola rischieranno penalità pesanti.

Infatti, in caso di non rispetto di tale legge, risulterà una penalità come avvertimento pre-gara ( in cui i cinque bulloni sono sono “fuori posto”) con una multa di un minmo di 20.000 dollari, una gara di sospesione per il pilota e on probation il rispettivo Crew Chief, nel post gara l’auto non ha i cinque bulloni su ogni ruota.

Se l’infrazione vine compiuta nel pre-gara è considerata come “aggiuntamento non appropriato, e colui che ha violato tale legge sarà costretto a lasciare l’evento prima della gara. Offensività multiple, nel caso come una penalizzazione a scalare.

2016 NASCAR Bristol

Nascar aveva lasciato perdere questo tipo di particolarità dopo la stagione del 2014, ma sostituito con un gruppo di ufficiali chiamati PRO (PIT ROAD OFFCIATING) che utilizza delle telecamenre per controllare cosa succede nella corsia dei box.

Installando quattro bulloni anzichè cinque, i piloti avranno guadagnato tempo, ma ha anche aumentato il numero delle ruote allentate costringendo i piloti a rientrare nei box e risolvere il problema.

Siccome i Crew Chief hanno notato che con meno bulloni, i piloti completavano la gara, Il CEO Brian France ha detto che non cambierà il modo di ispezionare le monoposto, rimanendo tali come sono attualmente. ” Quando le cose sono alterate bisogna trovare un’accordo che le rimetta nel posto giusto. Lo facciamo da 60 anni e abbiamo sempre risolto i problemi. Per noi la sicurezza dei piloti è il lavoro numero 1.

La settimana scorsa Stewart aveva espresso le sue preoccupazioni del caso e Nascar lo aveva multato di 35.000 dollari dichiarando che NASCAR non stava facendo il suo lavoro.

Ora sotto la spinta del celeberrimo pilota e i possibili problemi che potrebbe creare un bullone, Brian France ha imposto questa regola che dovrebbe risolvere ogni problema.