Gli ovali defunti della Nascar: Augusta International Raceway

Il tracciato dell’ Augusta International Raceway era situato in Georgia a Sud dell’ omonima città. Attivo per solo una decade nel secolo scorso si trovava all’ interno di un complesso che presentava varie tipologie di tracciato: dal  rettilineo  per il Drag Racing,all’ ovale, al Road Course, fino al tracciato kart e l’inizio di un progetto mai completato di un ovale di 2 miglia. Inoltre, all’ interno del Road Course di quasi 5 km era presente anche un campo da golf.

Dopo aver piazzato la prima piastrella nel 1959, ci impiegarono un anno a costruire un’ ovale da 0.5 miglia ( pari a 800 metri di lunghezza), una lunghezza che apri un paio di anni più tardi le porte a quella serie a quei tempi denominata Grand National Series.

Nel complesso si disputavano un totale di 13 gare annuali dal 1960 al 1970. Quello che interessa in questo frangente è la storia di quel mezzo miglio che ospitò la Nascar per un totale di sette anni fino al 1969 e di 12 gare disputate.  Il debutto nella Grand National Series avvenne il 19 giugno 1962,  una gara di 100 miglia non asfaltata con 200 giri da completare. In quell’ occasione a bordo di un Pontiac, Joe Weatherly vinse l’evento con un giro di vantaggio su Ned Jarrett, che a a sua volta rifilò un giro a Richard Petty. Era la 26° gara del campionato.racing-9-marshall-spray-and-ned-jarretIn quell’ annata la Grand National Series tornò per altre due volte: a luglio e a settembre; erano la 33° e la 49° gara della stagione 1962.  In queste due edizioni successive a quelle del debutto, Joe Weatherly ripetè il successo su Richard Petty a Luglio, mentre Fred Lorenzen ebbe l’onore di vincere a settembre con il solito Richard Petty alle calcagna. Quest’ ultima fu una gara dominata da Ned Jarrett con ben 181 giri al fronte prima di capitolare al quarto posto con 10 giri di ritardo da Lorenzen.

Da quel momento ospiterà un solo evento annuale  per i prossimi quattro anni. La sconfitta subita nel 1962, rinvigorì Jarrett assetato di vittoria e nell’ aprile 1963 riuscì nell’ impresa di vincere davanti a 4000 spettatori e con 104 giri in testa in una gara ridotta a sole 56 miglia.  Ancora una volta, Petty dovette accontentarsi del secondo posto, ormai una vera bestia nera.

Nel 1964 però l’evento riprese vigore aumentando il numero di giri a 300, una cifra enorme per quel mezzo miglio della Georgia. Oltre a questo cambiamento gli spalti vennero aumentati fino a contenere 14.000 spettatori, e la gara rinominata Jaycee 300 vide un semi sconosciuto Darel Dieringer capace di spazzare via la concorrenza grazie ad oltre 200 giri in testa e lasciando a pieni giri il solo Bobby Isaac. Per Dieringer fu una delle sette vittorie conquistate durante i suoi 12 anni di professionismo.

Il 1965 fu l’annata di Dick Hutcherson che surclassò David Pearson, Ned Jarrett, LeeRoy Yarborough, Cale Yarborough, Buddy Baker e Buck Baker. tutti piloti che hanno scritto pagine e pagine di questo sport. racing-5-aug-1965Le due annate successive, 1966 e 1967  furono le volte del grande Richard Petty, il quale dopo tanti piazzamenti  si ripetè due volte nel giro un anno nel mese di novembre. 132 giri in testa nel 1966 e 223 giri al fronte nel 1967 rifilando 3 giri di ritardo a Paul Lewis secondo. In entrambe le occasioni la distanza da completare era di 300 giri. Petty eguagliò così Joe Weatherly come maggior vincitore dell’ Augusta International Raceway, fermi a quota due.

Negli ultimi due anni l’Augusta International Raceway riuscì a strappare due gare annuali, vinte  equamente da Bobby Isaac e David Person. Nella gara primaverile del ’68 Isaac battè Buddy Baker mentre Pearson conquistò quella autunnale ai danni di Bobby Allison. Nel 1969 i due si invertirono: Pearson vinse quella primaverile lasciandosi alle spalle Petty e Isaac alle spalle; Isaac vinse invece con 198 giri in testa su 200, la visita autunnale in cui Petty e lui si scambiarono la leadership un paio di volte. Questa fu l’ultima volta che l’Augusta International Raceway vide luce nell’ attuale Nascar.

L’ovale poi capitolò e scomparse dalla visibilità dell’ occhio umano diventando un quartiere, ma il tracciato di quasi 5 km è ancora visibile seppur tutto il complesso chiuse nel 1970.

Al giorno d’oggi quell’ area in cui i motori rombavano a tutta velocità è parte integrante del Diamond Lakes Regional Park di Augusta.

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