Johnny Sauter vince la NextEra Energy Resources 250

A Daytona Johnny Sauter apre il campionato nel migliore dei modi vincendo la prima gara della Camping Truck Series. La manova spettacolare, poi risultata vincente i danni di GIlliland, porta la firma in e out di Sauter.

Il campione 2016 ha poi tenuto la testa della gara fino alla fine tenendo a bada un corto plotone di nove piloti, e aggiudicarsi per la terza volta in carriera la gara d’apertura.

Per Sauter si tratta della 18° vittoria in carriera rimarcando la sua bravura come finisher nei giganti ovali.

Alle sue spalle il giovane Justin Haley sopravvive al rocambolesco finale, tallonato a sua volta dal veteranissimo John Nemecheck, il quale a 54 anni non ne vuole sapere di appendere il volante al chiodo. Il top five viene chiuso da Ben Rhodes e Scott Lagasse Jr bravi ad evitare gli ultimi contatti in gara.

L’inizo pacato in cui ha visto GIlliland vincere lo stage 1 e la fase centrale in cui Sauter ne è uscito vincitore, è culminata  con alcuni rocambolesci incidenti e contatti nei giri finali. A farne le veci dei vinti ci sono Noah Gragson, Todd Gilliland, Grant Enfinger e Matt Crafton, costretti quasi tutti al ritiro.

Dopo la prima gara ora la Camping Truck si sposterà nel weekend ad Atlanta, dove la seconda gara stagionale attenderà i piloti per un ennesima rincorsa per vittoria.

 

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Danica Patrick Paint Scheme a Daytona

 

Di seguito il paint scheme di Danica Patrick alla sua ultima apparizione in NASCAR, in guiderà la Chevrolet Camaro numero 7 del Premium Motorsports  affiancata da Tony Eury Jr.

Per l’occasione la vettura avrà sulla livrea la frase ” Danica Double” facente riferimento alle sue partecipazioni nella Daytona 500 e alla Indianapolis 500, prima di chiudere la sua carriera come pilota professionista.

 

 

Childress ritira la vettura 27

Dopo tanti dubbi, speculazioni ed idee, Richard Childress ha deciso di passare ad un team a due auto in campionato, tagliando fuori dalla rosa la Chevrolet 27 guidata fino a fine stagione scorsa da Paul Menard.

Entrata nel team durante l’annata 2011, in  cui proprio Menard ne divenne pilota ufficiale con il suo stesso sponsor Menards ( catena fondata da suo  padre John Menard), è una vettura da scarsi risultati in pista nell’ arco di sette anni. Paul Menard colleziona la miseria di una vittoria ( culminata da Indianapolis nel 2011), 17 Top 5’s e 50 top 10’s in 252 gare ufficiali.

L’addio previsto per il 2018 del pilota  accasatosi presso i Wood Brothers  con la loro celeberrima Ford  21, ha portato Childress all’ ardua decisione di lasciare Newman ( a bordo della Chevy 31) e Dillon ( a bordo della famosa Chevy  3) senza un secondo compagno di scuderia.

Un team che vinto di tutto e di più nella sua storia in cui dopo la scomparsa di Earnhardt Sr ha trovato in Harvick il leader del team fino al 2013. Da quattro auto a due nel volgere di quattro anni, un segno forse non ottimista per il veterano Richard Childress, che ad ogni modo potrà ancora contare sul giovane Dillon e sull’ esperto Newman, il quale quasi gli regalò un titolo nel 2014.

L’addio di Menard, per via dei risultati pesa veramente poco, anzi alleggerisce i costi di un team storico, forse ancora capace di qualcosa di buono.

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Danica Patrick gareggerà nella Daytona 500

Dopo mesi di dubbi e perplessità nello spazio di pochi giorni Danica Patrick, la donna più veloce al mondo ha trovato sponsor e team per la sua ultima corsa in NASCAR: la Daytona 500 2018.

A darle manforte per un’ ultima volta è il suo originario sponsor Go DADDY, al suo fianco sin dai tempi della Indycar che rientra in NASCAR ( e possibilmente anche Indycar)  per aiutare la celeberrima pilota dell’ Illinois  a chiudere la carriera come aveva previsto: DAYTONA 500 ed INDIANAPOLIS 500.

La Patrick che figura come donna con più top ten in carriera (7), partenze (190) e giri in testa (64), ha avuto l’onore di ottenere la pole proprio sul gigante ovale della Florida nel 2013 e piazzare un sesto posto ad Atlanta nel 2015 registrando il miglior risultato per una donna in NASCAR.

Lasciando i risultati sostanzialmente scarsi durante questa seconda parte di carriera, rimane a tutti gli effetti la donna più forte del Motorsport. Potrebbero passare anni, o decadi prima di trovarne una simile nella massima serie.

Ad ogni modo Danica Patrick risulta più efficiente nei risultati nella Indycar, in cui figurano  una vittoria sul ovale giapponese di Motegi, sette podi e la bellezza di 63 top ten 114 partenze ufficiali.

Ad allearsi con lei dopo la notizia di sponsorizzazione è il Premium Motorsport spinto dal neo motore Chevrolet Camaro; un team dai risultati scadenti nelle tre serie NASCAR. Così Danica Patrick  salirà a bordo della vettura numero sette affiancato dal suo storico Crew Chief Tony Eury Jr, per l’ultima volta  ed il suo “farewell Double”.

Non importa quanto sia stata criticata, e comunque sia è una pilota che ha dato il massimo in una categoria dominata da piloti di sesso maschile, ma rimarrà chiaro che le pagine di storia scritte saranno negli annali di questo sport facendo da esempio alle generazioni femminili a seguire.  Tra queste figurano Nicole Behar, Julia Landauer e Kenzie Ruston  nella serie minori nazionali ARCA e K&N Pro Series, le ragazze della NASCAR WHELEN EURO SERIES Arianna Casoli, pilota emiliana che gareggia nell’ Elite 2 con il CAAL Racing e della giovane spagnola nativa di Valencia Carmen Boix, ed infine, possibilmente in un futuro lontano ma non troppo, potrebbe aprire la strada ad una certa Ella Sofia Gordon, la figlia del leggendario Jeff Gordon, vincitore di 4 campionati NASCAR e 93 gare nella massima serie.

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Dodge e Nissan dovranno aspettare almeno il 2020

Già da qualche anno a questa parte i motori della massima serie NASCAR sono le americane Chevrolet e Ford, e la nipponica Toyota.

Sia Ford che Chevrolet sono ormai porta bandiera di questo sport da tempi lontani, mentre Toyota fece il salto di qualità solo nel 2007 grazie a Michael Waltrip, rompendo l’egemonia di motori americani, tra i quali facevano parte Dodge ( rientrata nel 2001) e Pontiac ( fino al 2004).

Con la vittoria di Brad Keselowski su Dodge nel 2012, Marchionne decise di far uscire dal cerchio l’ex colosso della Chrysler, lasciando un vuoto nella storia della NASCAR. La predominanza di Chevrolet rimane tutt’ora poco scalfibile, ma la nipponica Toyota ha trovato negli ultimi tre anni le armi e la messa a punto adatta per spodestare il dominio a stelle e strisce.

Infatti, nel 2015 si è aggiudicata il titolo piloti con Kyle Busch, mentre al termine della stagione 2017 Martin Truex Jr ha ottenuto il secondo titolo spinto dal motore giapponese.

Discorso opposto invece per Ford, incapace di vincere il titolo piloti dal 2004 con Kurt Busch, quando ne aveva conquistati uno con Matt Kenseth nel 2003 ed uno con Dale Jarrett nel 1999, per un totale di tre campionati nell’ arco di sei anni. Lo strapotere di Roush con cinque Ford negli anni a seguire ha permesso alla casa del Michigan di ottenere caterve di successi, ma sempre alle spalle di quel Johnson alieno che non ne voleva sapere di sconfitte: 5 titoli consecutivi dal 2006 al 2010.

Il calo di Roush è stato visibile, unico vero contendente Ford di quei anni dopo l’addio del grande Yates a fine 2007. Il passaggio di Penske nel 2013 e l’arrivo di Stewart-Haas nel 2017, ha acceso una fievole speranza ad un possibile titolo. In data odierna però a Ford manca qualcosa, ancora un pelo sotto alle rispettive rivali.

Venendo al dunque, in data odierna girano voci di un possibile rientro del Dodge e dell’ arrivo di Nissan nel 2020, che stando alle indiscrezioni potrebbe interessare a team attualmente spinti dalla Chevrolet.

In primis il Richard Childress Racing da sempre Chevrolet, perso lo smalto della vittoria oscurato dallo squadrone di Hendrick potrebbe scegliere Dodge e portarsi dietro così anche il Richard Petty Motorsport visto la nuova alleanza appena nata. Petty  passerà da Ford a Chevrolet nella stagione 2018 con Bubba Wallace a bordo dell’ iconica vettura 43. Magari questa alleanza ( assieme hanno 14 titoli NASCAR) potrebbe diventare chiave per conquistare l’interesse in una nuova casa costruttrice.

Infine, a Ganassi potrebbe far comodo Nissan, anch’egli sottotono e senza alcun titolo,  aprire uno spiraglio ideale per un nuovo motore visto la repentina crescita di Larson e la continua solidità dell’ intramontabile McMurray.

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Kurt Busch rifirma con Stewart-Haas Racing

Ad Agosto il team di Kannapolis aveva optato per non esercitare l’opzione nel contratto di Kurt Busch a bordo della Ford 41, ma dopo svariati tentativi di accordo, il pilota ed il team sono giunti alla conclusione di un rinnovo.

Dunque rinnovo di un anno  per Busch continuando così il rapporto per l’intero 2018 con Stewart-Haas Racing. Opportunità per raggiungere il fatidico numero delle 30 vittorie, dopo aver ottenuto già cinque vittorie a bordo della vettura 41 sin dal suo arrivo nel 2014.

Kurt ha raccolto 29 successi, 131 Top 5’s, 258 Top 10’s in 612 gare disputate. Il pilota di Las Vegas si aggrega così al neo arrivato Aric Almirola, che sostituirà Danica Patrick sulla Ford 10, mentre Kevin Harvick e Clint Bowyer continueranno a guidare le rispettive Ford numero 4 e 14 del team.

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