Harvick settima vittoria in Michigan

Incontrastato, indomabile, indistruttibile. Queste sono le parole che possono sancire la prova maiuscola di Kevin Harvick in Michigan  dove la sua leadership è stata quasi intoccabile con ben 108 di 200 giri previsti compiuti in testa.

Harvick 2

Si tratta della settima vittoria stagionale che lo pone automaticamente in testa alla classifica del campionato. Un settimo successo,  che in certo senso annulla o quasi le vittorie di Bowyer e Logano, essendo lui l’alfiere delle Ford in mezzo a quelle due Toyota incontenibili di Truex e Busch. Basti pensare che questi tre piloti hanno vinto 29 delle ultime 34 gare disputate.

Per Harvick è comunque una giornata memorabile, non solo per aver festeggiato il burnout con suo figlio Keelan, ma anche per il suo 44° successo in carriera, un numero che lo pone al 17° posto nella lista dei maggiori vincitori NASCAR eguagliando Bill Elliott.

Inoltre, con 13 gare ancora da disputare si potrebbe ipotizzare il possibile traguardo della doppia cifra in vittorie, un risultato che non accade dal 2007 ( Jimmie Johson 10 vittorie). Ad ogni modo la scalata di Harvick per la vittoria è sembrata più facile del previsto sbaragliando la concorrenza di Hamlin, Blaney e Kyle Busch.

Risposta tardiva di Keselowski, secondo sulla linea traguardo che negli ultimi giri era più veloce di Harvick e a caccia del successo fatidico per staccare il biglietto definitivo dei playoff. Terzo Kyle Busch, leggermente sottotono nella giornata di domenica mentre torna nel top 5 dopo la vittoria di Dayotona a Febbraio Austin Dillon, graziato dalla strategia; quinta piazza solida per Blaney che fatica a trovare la vittoria.

Nel top ten  figurano  nell’ ordine Kurt Busch solido come del resto ha fatto nell’ arco di questa stagione,  Aric Almirola sempre sorprendente con la Ford del suo nuovo team , Denny Hamlin, Chase Elliott e Joey Logano.

Situazione Playoff che non cambia: Bowman mantiene i 62 punti di scarto su Stenhouse mentre Johnson per qualcosa portandosi a +92 punti, segue Almirola a +159, mentre Menard, Suarez e Newman figurano per punti i primi tagliati fuori.

Restano tre gare, per cui tre possibili vincitori diversi. Le gare in palio Bristol sabato, segue Darlington nel Labour Day e  Indianapolis a chiudere la stagione regolare. Sono 1027 giri per sancire le ultime posizioni rimaste.

Kurt Busch lascia Stewart-Haas Racing

Inizia a muoversi il mercato piloti 2019. Il primo a fare voce è Kurt Busch prossimo ad andarsene da Stewart Haas Racing e con lui anche lo sponsor Monster Energy a fine stagione.

Sono solo voci vicine al sito Motorsport.com  e nulla di ufficiale, ma a quanto pare Kurt Busch, campione NASCAR 2004 potrebbe passare al Chip Ganassi Racing  al posto di Jamie McMurray, al suo ultimo anno di contratto con il team.

A questo punto si aprono scenari interessati, con il possibile arrivo di Jamie Mac sul 41 del team di Tony Stewart, sempre che non venga data la possibilità a Cole Custer di fare il salto di qualità nella massima , cosa che secondo le indiscrezioni sembrano abbastanza improbablili.

Gia lo scorso anno Stewart-Haas aveva deciso di non esercitare la clausola opzionale di Busch e rinnovandolo per un solo anno tenendo in vita le sorti della Ford 41, mentre ora nonostante la discreta stagione di Kurt che dovrebbe fare i playoff senza alcun problema, seppur senza vittorie stagionali al momento in cui figurano 14 top 10 e 3 top fives in 22 gare disputate,  pare allontanare le speranze nel team. Anzi è quasi certo che vada a finire nella schiera di Chip Ganassi affiancando così Kyle Larson.

Kurt jamie 2

Stiamo parlando di due veterani di questa categoria che difficilmente lasceranno il sedile a giovani piloti. Kurt Busch ha all’ attivo 633 gare il massimo tra i piloti attivi e ben 19 anni di attività nei quali ha ottenuto 29 vittorie,  134 top 5, 270 top ten e 26 pole position; delle quali 164 gare, 5 vittorie, 34 top fives, 82 top 10 e 9 pole positions con  Stewart-Haas.  Jamie McMurray, al contrario è un pilota di mezza fascia  con 17 anni di esperienza e 568 gare disputate dalle quali maturano 7  vittorie, 62 top 5, 164 top 10 e 11 pole positions.

Kurt Busch ha solo accennato che sta parlando con alcuni team, ma sia Ganassi, sia Stewart-Haas non hanno rilasciato alcuna ufficialità a riguardo.

Presentata la nuova Ford Mustang

Nella giornata di ieri la Ford ha presentato il modello che gareggerà nella Monster Energy Cup Series a partire dal 2019.

La casa dell’ ovale blu aveva accennato nei primi mesi di quest’anno che la Ford Fusion, attiva dal 2006 sarebbe stata sostituita dalla Mustang nella massima series. e Così è giunto il momento della presentazione nei pressi di Dearbone, Michigan del modello che darà del filo da torcere alla Camry della Toyota e alla neo arrivata Camato della Chevrolet.

Dunque sarà un scontro tra colossi storici delle Muscle Car, con la sedan Camry a fare da incomodo, ma  che ha dalla sua uno sviluppo più elevato rispetto alle rivali, essendo nel circus dal 2007.

Mustang che giunge nella serie come 17° modello di Ford  e segue nell’ ordine le Ford Lincoln, Fairlane, Edsel, Mercury Monterey, Galaxie, Torino, Torino Talladega, Mercury Maurauder, Mercury Cyclone, Mercury Montego, Mercury Cougar, Thunderbird, Taurus ed infine Fusion.  Un cambio drastico perchè non si vede una muscle car dalla Torino degli anni ’60-’70.

Mustang 2019

 

 

Brian France arrestato e si dimette

Brian France, CEO della NASCAR è stato arrestato lunedì per guida in  stato di ebrezza e possesso di sostance stupefacenti. per questo motivo potrebbe passare un anno in carcere e sospensione della patente.

Beccato nella serata di Domenica nei pressi di New York, dopo l’appuntamento della massima serie al Watkins Glen, ha deciso di dimettersi per un periodo indeterminato, lasciando le redini della gloriosa serie attiva dal 1948 a Jim France, zio di Brian France.

La NASCAR come citato, nata nel 1949  è sempre stata nelle mani della famiglia France, nell’ ordine con il suo fondatore Bill France Sr,  dal 1948 al 1972,  seguito dal figlio Bill France Jr  dal 1972 al 2000 ed infine, dal nipote del fondatore Brian France dal 2003 a tutt’ oggi.

France è stato fermato a bordo di una Lexus con un tasso alcolico di 0,19, più del doppio previsto ( 0,08)  e con pastiglie di paracetamolo e ossicodone, un oppiode.  Ora France  dovrà molto probabilmente intraprendere un percorso di riabilitazione, oltre che a presentarsi in tribunale il 14 settembre.

Di certo un danno all’immagine, e quasi in contrasto con la durezza che NASCAR ha sempre mostrato  nei confronti dei piloti, tanto per citarni alcuni A.J. Allmendinger e caso più famoso quello di Jeremy Mayfield.

France non gode comunque di una buona fama sul modo in cui sta dirigiendo la NASCAR e molte voci, lo voglio fuori dal circus, specialmente dopo questo accaduto.

Brian France

Bill Elliott torna a gareggiare nella serie minore

Bill Elliott, 62 anni denominato ” Awesome” Bill from Dawsonville  torna alle corse per disputare una gara nella Xfinity Series,  nel tracciato di Elkhart Lake a  Road America il prossimo 25 agosto. Elliott guiderà la Chevrolet 23 del  GMS Racing, con la quale debutterà su questo tracciato.

Per la prima volta dal 2012  Bill Elliot rientra alle gare per un team nel quale suo figlio Chase ha preso parte per tre gare. Per il campione  NASCAR 1988 si tratterà della 44° gara nella Xfinity Series, allora era la Busch Series nel quale ha ottenuto  8 top 5s, 16 top 10, 2 poles ed una vittoria al Watkins Glen nel 1993.

Tutt’altro discorso nella massima serie dove Bill Elliott figura come tra i piloti più longevi della categoria: pilota full time dal 1976 al 2003 e part-time fino al 2012 con 828 partenze  durante un periodo durato ben 37 anni. Per lui ci sono 44 vittorie, 175 top 5s  320 top ten, 55 poles ed il titolo nel 1988

Nonostante tutta l’esperienza sul campo, il 62enne di Dawsonville, Georgia risulterà come un rookie in mezzo ad una miriade di giovani piloti, visto che in Road America, Bill non ha mai gareggiato.

Rivederlo al volante è certo un emozione ed non resta che augurargli il meglio per questo piccolo stint nella Xfinity Series.

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Elliott trionfa al Watkins Glen

Tale padre, tale figlio.  Nel 1983, padre Bill Elliott vinse la sua prima gara nella massima serie a Riverside in California, un Road Course. 35 anni dopo il figlio Chase Elliott conquista la prima vittoria in carriera nel Road Course di Watkins Glen.

Elliott, 22 anni ha letteralmente preso le redini della gara dopo il primo stage per poi vedersela con fianco a fianco prima con Kyle Busch, che temporaneamente era riuscito a scalzarlo dalla leadership, e nell’ ultima fase contro il campione uscente Martin Truex Jr.

Un finale da cardiopalma in cui il giovane pilota di Dawsonville, Georgia è riuscito con caparbietà a resistere ai tentativi di sorpasso di Truex Jr, tenendolo a distanza di sicurezza. Truex jr sembra convinto di potercela fare ma una frenata troppo estesa lo ha portato all’ errore lasicando al rivale un margine rassicurante.

Elliott

Elliott dal canto suo compie un solo errore all’ ultimo giro finendo largo in uscita dalla curva uno; un errore che ha portato Truex jr a forzare in derapata il sorpasso nelle curve successive, fino allo svuotamento del serbatoio a pochi metri dal traguardo del campione 2017.

Il pilota di Hendrick taglia il traguardo in tranquillità , raggiunge il victory lane spinto dal sette volte campione Jimmie Johnson  ed entra nella storia: prima vittoria in carriera, il quarto ad ottenerla al Glen, dopo 99 partenze ufficiali e ben 8 secondi posti.  Un Elliott che chiude la gara con 52 giri in testa, più della metà delle tornate previste. Si tratta anche del 250° successo nella storia di Rick Hendrick, team con cui ritorna al successo dopo 37 gare portandosi a 18 lunghezze dal Petty Motorsports, che con 268 vittorie è il maggior titolato tra i i team NASCAR.

Una nota positiva è proprio quella di Chevrolet, che torna al successo dopo 21 gare, un record per la casa del Michigan, la quale aveva ottenuto con Dillon la vittoria della Daytona 500.  Oltre ad Elliott prova di forza  del collettivo formato dalle Chevrolet Camaro : Larson sesto, McMurray settimo e spesso nel top five di gara, Byron è ottavo al terzo top ten stagionale, mentre sia lui che Johnson hanno chiuso nel top 3 il primo round.

Frustarazione per Truex che voleva a tutti costi la vittoria, lui che aveva vinto di strategia il primo round di gara. Nel complesso conferma dello squadrone Toyota con Kylr Busch, Suarez e Jones a completare il top five di giornata.A chiudere il top ten ci pensano le due Ford di Kurt Busch e Kevin Harvick.

Ora, con Elliott che ha sigillato la vittoria ed il pass per la post season, la situazione playoff vede Bowman con 62 punti di margine su Stenhouse e 72 punti su Menard ma al momento rischiano ancora in otto, quattro dei quali aggrappati alla speranza che altri piloti dietro non vincano: si trattano di Bowman, Johnson, Blaney e Almirola.

La prossima gara sarà In Michigan  domenica 12. Seguiranno Bristol, Darlington e Indianapolis prima degli acclamati playoff.