Ryan Newman potrebbe restare con RCR nel 2017

Al suo ultimo anno di contratto con il Richard Childress Racing,  dopo alcune voci nei mesi scorsi sulla sua possibile partenza dal team a fine 2016, Ryan Newman potrebbe prolungare con il team rimanendo così a bordo della Chevrolet numero 31.

Richard Childress ha al momento Austin Dillon confermato per il 2017 mentre non si hanno notizie sul possibile rinnovo di Paul Menard, pilota della Chevrolet 27. ll capo team dovrebbe annunciare il lineup per il 2017 nelle prossime settimane.

Al suo terzo anno con il team, Ryan Newman non è ancora del tutto sicuro della sua permanenza. Il veterano prodotto della Purdue University con 17 anni di esperienza alle spalle nella massima serie, viene da due stagioni a dir poco esaltanti non tanto per le vittorie ma sorpattutto per la sua costanza nei risultati.

Newman completò l’annata 2014 finendo secondo a Miami dietro ad Harvick e secondo in campionato senza aver vinto alcuna gara in quella stagione. Un anno memorabile con 5 top fives e 16 top ten stagionali; gran parte di questi giunti nella seconda parte di stagione. Il 2015 è stato l’anno della conferma con risultati similari alla stagione precedente ma non ebbe la stessa fortuna, terminado poi all’11° posto della generale. Ora, Newman non vince dal giugno del 2013 e quest’anno il suo team fatica a trovare i risultati: solo 7 top ten in 21 gare con 1 top five ottenuto di recente nel Kentucky.https://i1.wp.com/www.racintoday.com/wp-content/uploads/2014/07/Ryan-Newman-RCR-in-car.jpg?w=584

“Non ne abbiamo ancora parlato a riguardo, magari ci sederemo  e ne parleremo presto”. Ha detto Newman che appare un pizzico ottimista nel possibile rinnovo annunciando che vorrebbe rimane. Al momento siede al 13° posto della generale, di conseguenza sarebbe nel Chase provvisoriamente e con i risultati fatti quest’anno ci sono grosse possibilità della sua presenza per la lotta al campionato. Nonostante i risultati sopracitati non significa che Newman non arriverà al Victory Lane prima di Richmond.

La costanza nei risultati è sempre stato il suo punto forte, e su questo non si discute, il problema è che il suo sedile sulla Chevrolet numero 31, traballa dopo l’annuncio di Ty Dillon, fratello minore di Austin Dillon al momento con RCR sulla Chevrolet numero 3, di voler fare il salto nella Sprint Cup nel 2017 e, con Richard Childress come sua parente di famiglia le cose potrebbero agevolare il giovane Ty, lasciando a piedi il veterano.

Ma a questo punto dovrebbe “tremare” anche Menard, anche lui in scadenza di contratto e decisamente peggiore di Newman potrebbe lasciare vacante il sedile della Chevrolet 27. Tutto però è ancora da decidere, e stando alle ultime voci nelle prossime settimane si vedrà la nuova o vecchia lineup del Richard Childress Racing.

Gli ovali della Nascar: Darlington Raceway

Darlington Raceway. L’ovale atipico. L’ovale che brilla nella notte. La signora in nero. L’ovale che non si doma.  Sono questi alcuni dei soprannomi del gioello del South Carolina che in inglese sarebbero “The track too tough to tame” e “The lady in black”.

Un ovale da una storia che dura da più di un quarto di secolo dove molti campioni e non, hanno faticato parecchio prima di conquistarlo, alcuni senza mai esserci riusciti. Con la sua lunghezza di 1.36 miglia è, a tutti gli effetti una tradizione NASCAR con la sua conformazione a “uovo” che ne caratterizza la sua difficoltà nell’ essere “domato”.https://i2.wp.com/www.playflorence.com/site/images/DDR1105_09164.jpg?resize=584%2C389

Cominciate le costruzioni nel 1949 grazie ad un certo Harold Brasington, un ex pilota  del South Carolina nativo e residente proprio a Darlington, si fece prendere dalla follia di seguire le orme dell’ Indianapolis Motor Speedway e crearne uno nellla sua città natale. Dopo aver comprato un’ area di 70 acri da un contadino, decise di costruire il leggendario ovale su un terreno dove prima si coltivavano l’arachide e il cotone.

Ma l’accordo tra Brasington ed il contadino fu  che costruendo l’ovale  non sarebbe andato a disturbare il lago di pesci presente nel terreno vicino. Per questo Brasington dovette costruire sopra il pendio di una leggera collina creandone la forma unica ad uovo guardando a est anzichè a ovest, dove il laghetto si trovava. Per completarne  l’opera Brasington ci impiegò un’ anno. In quel momento non si rese conto di aver costruito un ovale raro che con il passare degli anni sarebbe diventato leggenda.

Così nel 1950 Brasington fece diventare un sogno realtà: La Southern 500 si disputò per la prima volta il 4 settembre entrando nel calendario Nascar (allora Grand National)  diventando il primo evento da 500 miglia nella storia della categoria. Una gara dominata da un certo Johnny Mantz che passò sotto la bandiera a scacchi come unico pilota a pieni giri (400 da completare) su Fireball Roberts (che ne completò 391), rimanendo  al fronte per 351 giri su una griglia 75 auto. Addirittura in quella gara Brasington volle che nei restart le auto si disponessero come a Indianapolis con 3 auto per fila affiancate.

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La storia del Darlington Raceway era appena decollata. Da quel momento Darlington venne domata da un certo Herb Thomas che negli anni ’50 costituì la scena del tracciato vincendo 3 volte in 7 partecipazioni. Roberts, purtroppo dovette attendere il 1958 prima di vincere e ripetersi poi nel 1963. E’ una gara che fino al 2004 si sarebbe disputata due volte all’ anno.

Dagli anni sessanta il palcoscenico passa nelle many di Richard Petty vincitore tre volte e a David Pearson che sarebbe diventato il grande interprete di questo ovale. Pearson vinse per la prima volta nel maggio del 1968 e fino al 1980 conquistò Darlington ben 10 volte (record di successi in questo tracciato) e quando si ritirò aveva accumulato la bellezza di 47 partecipazioni. Una statistica simile non sarebbe più successa fino a quando un tale Dale Earnhardt lo avrebbe domato 9 volte in un arco temporale di 12 anni, dal 1982 al 1994.  Dopo Earnhardt il testimone passò a Jeff Gordon che nella decade degli anni ’90  vinse ben 5 volte per un totale di sette successi aggiungendo le vittorie del 2002 e del 2007.

Darlington cambiò leggermente configurazione nel 1997: quello che era il rettilieneo principale divenne quello opposto.Poi nel 2004 si aggiunse un impianto luci e i posti a sedere aumentarono a 65.000 dei 58.000 originari.

Tra i vari vinictori  troviamo nomi conosciuti come Darrell Waltrip, Bill Elliott, Cale Yarborough e Bobby Allison con 5 successi, i fratelli Terry Labonte con 2 sigilli e Bobby  Labonte con una vittoria; Jimmie Johnson al momento fermo a quota tre; Ned e Dale Jarrett padre e figlio con un complessivo di 4 successi; Buck e Buddy Baker con 5 successi total e più recentemente Kevin Harvick e Matt Kenseth. Non mancano però i meno conosciuti: Regan Smith vinse nel 2011 con il Furniture Row, Sterling Marlin taglià il traguardo per primo nel 1994 e nel 2002, Mark Martin anch’egli con due vittorie.Poi sarà la volta dei fratelli Jeff e Ward Burton con due vittorie a testa, seguono Greg Biffle e Ricky Craven. Quest’ultimo nel 2003 battè  Kurt Busch in un finale pazzesco in cui i due si agganciarono e tagliarono la linea del traguardo assieme, fianco a fianco, seppur il muso di Craven prevalse su quello di Busch.Tra tutti però spicca un pilota che non ha mai digerito Darlington: Tony Stewart ha vinto su tutti i tracciati della categoria trannne qui e il Kentucky Speedway, ma quest’ultimo debuttò solo nel 2011. A Darlington Stewart ha  all’ attivo 23 partenze 4 top fives, 12 top ten e solo 30 giri in testa. Al suo ultimo anno ha ancora a disposzione la gara di settembre per sfatare questo tabù.

Di seguito vi lascio il video di questo finale:

Kurt Busch potrebbe entrare nella storia a Pocono

Questa domenica si disputerà la seconda gara stagionale a Pocono, nel triangolo della Pennsylvania a Long Pond, e Kurt Busch  il più recente tra i vincitori di questo ovale guarda all’ orizzonte a caccia di un possibile record: quello di  completare  il maggior numero di giri consecutivamente  in una singola  stagione.

Il “fuorilegge” di Las Vegas se completa i 160 giri in programma su questo gigante ovale supererà Dale Earnhardt Jr  che completò tutti i giri delle prime 20 gare stagionali in un singolo campionato prima di ritirarsi a Pocono. Nel caso di Earnhardt correva l’anno 2012.  Busch al momento appaiato al figlio di “The Intimidator”, viene da una stagione solida dopo aver fatto 5.673 giri da Daytona ottenendo 15 top ten, 6 top fives ed una vittoria.  Kurt figura ottavo tra i piloti per il numero di giri computi in testa che ammontano a soli 231 giri, meno di un terzo di quelli compiuti da Truex Jr  al momento con 989 fermate al fronte.

Oltre a ciò è alla ricerca dello sweep nel “Tricky Triangle” della Pennsylvania, un risultato da lui compiuto soltanto due volte in carriera: a Bristol nel 2003 e in New Hampshire nel 2004.

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Nascar annuncia gli orari del calendario 2017

Sprint_Cup_Series_logo.svgUn paio di giorni fa la Nascar ha pubblicato gli orari d’inizio delle tre categorie che rappresentano questo sport. Per quel che concerne la massima serie, l’attuale Sprint Cup, all’ ultimo anno con con la compagnia sopracitata, del quale però non si conosce ancora il prossimo sponsor, cambia gran parte del calendario rispetto a quello odierno.

La prima delle due gare in Texas si svolgerà nel pieno pomeriggio alle 7.30 di sera (orario italiano), anzichè in notturna. Pertanto, sarà il Kansas Speedway ad aprire le danze delle gare serali il 3 maggio.

Il campionato  che inizierà con la consueta Daytona 500 il prossimo 26 febbraio, scatterà alle 8 di sera (orario italiano ) posticipando di un’ ora l’orario di quest’anno. Verosimilmente, ritarderanno anche le quattro gare a Pocono ed in Michigan, solitamente con il green flag alle 7 di sera ( orario italiano), saranno spostate alle 9 di sera (orario italiano.

La seconda parte della stagione subirà anch’essa una ritardo nella esposizione della bandiera verde: Watkins Glen e Chicagoland, gara d’apertura del Chase alle 9 di sera(orario italiano), mentre gli eventi  a seguire saranno similari a quelle del campionato 2015 con Talladega, Dover e New Hampshire a fare da incomodi per gli italiani che, se vorranno vedere le rispettive gare dovranno farlo nell’ oraio di cena alle 8 di sera, (orario italiano) Si salva invece il Kansas Speedway che vedrà ritardare l’inizio della gara autunnale alle 9 di sera (orario italiano).

Infine la gara finale a MIami tornerà all’ orario d’origine le 8.30 anzichè le 9 ( sempre orario serale italiano).

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Dale Earnhardt Jr salterà la gara in New Hampshire

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Sorprendentemente Dale Earnhardt Jr, pilota in forza all’ Hendrick Motorsport non parteciperà alla gara sul magico miglio d Loudon questa domenica a causa di possibili sintomi di una commozione cerebrale.

La conferma di questo stop stato diramato su twitter ieri sera mette fuori giochi il figlio del grande Dale Earhnardt Sr, in lotta per una posizione nel Chase. Earnhardt Jr è attualmente 13° nella generale, senza vittoria quando restano 8 gare gare per l’inizio del Chase For Sprint Cup Series.

Bisogna essere nei primi sedici  entro la gara di Richmond  che si svolgerà nei primi giorni di settembre per poter partecipare ai playoff, ma soprattutto bisogna ottenere la vittoria per garantirsi il pass assicurato.

“Sono molto deluso nel non potere correre in New Hampshire questo weekend. Dovrò sottopormi ad un trattamento con l’obiettivo di tornare nella mia vettura il più presto possibile, ovviamente anche quando i dottori mi daranno il via libera,” ha dichiarato Earnhardt Jr.

Non è la prima volta che è costretto ad abbandonare le gare per problemI fisici: accadde nel Chase del 2012 in Kansas, in una gara vinta dal cuo compagno di squadra Jimmmie Johnson, peggiorando la situazione nella successiva gara a Talladega dove rimase convolto nel maxi incidente di gara.

Infine Alex Bowman rimpiazzerà il pilota di Kannapolis per il New Hampshire 301.

I grandi piloti del passato: Darrell Waltrip

Darrell Lee Waltrip rientra in quel gruppo dei piloti dove la Nascar è diventata la sua casa  per un arco temporale enorme durato la bellezza di 29 anni, in cui ha regalato emozioni e successi scrivendo pagine e pagine di storia.

Nato a Owensboro nello stato del Kentucky il 5 febbraio 1947, Darrell dopo un breve periodo nel Kart guidò la sua prima stock car a 16 anni grazie alla spinta del padre, il quale gli propose anche la strada del dirty track  costruendo a Chevrolet e usandola nell’ ovale di Owensboro, dove imparò le basi e le tecniche che poi lo avrebbero portato a diventare una leggenda.

Il giovane Darrell dovette aspettare ben 9 anni prima di mettere piede su una auto della massima serie, in un team fondato da lui stesso sul gigantesco ovale di Talladega all’ età di 25 anni tre mesi e 2 giorni a bordo di una Mercury Cyclone del 1969 . Una gara che lo ha visto ritirarsi al giro 69 per un problema al motore chiudendo con un misero 38° posto.

La grinta e il carattere solare di Darrell Waltrip si fanno notare diventando una promessa di questa sport. Infatti, non si tira di certo indietro e mostra sin da subito di che pasta è fatto: i  top ten ad Atlanta e Charlotte con il podio a Nashville nell’ anno del suo debutto fanno da rampa di lancio al sesto posto ottenuto in Carolina,  ed il settimo posto a Talladega e  Charlotte, prima di cogliere un grandioso secondo posto in Texas, dietro solo al grande Richard Petty, che per la cronaca gli rifilò ben due giri.

Darrell_Waltrip_1978I primi anni di Waltrip  vennero messi all’ oscuro dai grandi campioni come David Pearson, Richard Petty, Cale Yarborough e Bobby Allison all’ apice della loro carriera.   Nonostante ciò sulla base dei primi di anni Waltrip si guadagnò un certo rispetto: 19 top ten in 40 gare disputate in tre anni. Ma è il 1975 il suo passo decisivo  verso la gloria  conquistando la prima gara della sua carriera a Nashville seguito dalla conquista dell’ ovale di Richmond nell’ agosto di quell’ anno con la Digard. Finirà settimo in campionato.

Gli anni seguenti con il team Digard sono da considersi uno dei tre periodi gloriosi di Waltrip con una caterva di vittorie e top fives che culmineranno con un progressivo scalare delle posizioni nella generale: 8° nel 1976, 4° nel 1977, 3° nel 1978 e 2° nel 1979.  Vincerà 22 gare e 126 top ten in sole 149 partenze in questo decennio.

A questo punto l’unica parola d’ordine di Darell, che intanto si era guadagnato il soprannome di “Jaws” da Yarborough pe ril suo stile di guida aggressivo, si chiama vincere il titolo.Lasciata la Digard a fine del campionato 1980, Waltrip passa al Junior Johnson Associates dove inzia un periodo che lo vedrà ai vertici della categoria superando i risultati ottenuti negli anni precendenti: vincerà 12 gare a per anno nelle annate 1981 e 1982, ottenendo 14 poles e conquistando i titoli dei rispettivi anni appena citati.

Nel 1981 Waltrip è stato un vero mattatore dove alle vittorie aggiunse 21 top fives e 25 top ten con 4  gare vinte consecutivamente. Tra questi si includono Darlington e Bristol  due gare di grosso spessore. Vinse il campionato battendo Bobby Allison di 72 punti. Il 1982, copione di quello precedente  vince a Martinsville, Dover e le due gare di Bristol e Talladega tra i 12 successi ottenuti superando nuovamente Bobby Allison. il secondo posto del 1983 lo vede agguantare 6 successi e  almeno 8 podi, ma perdere da Bobby Allison che riscatta così le scorse annate terminate da sconfitto. Dovrà aspettare al 1985 prima di rivedere per un’ ultima volta il titolo battendo Bill Elliott ( il quale vinse ben 11 gare contro le 3 vinte da Waltrip) grazie ad una perpetua costanza nei risultati. Il 1986 invece, si deve accontentare del secondo posto abdicando ad un altro grande pilota di questo sport Dale Earnhardt Sr.

Dal 1987 decide passare all’ Hendrick Motorsport, sua casa per i prossimi 4 anni. Il calo nel rendimento durante questa sua permanenza è vistosa, ma riesce a mantenere la lucidità e l’esperienza per tornare a sorridere come ai tempi del Junior Johnson Associates. Otterà solo 9 vittorie fino al 1990, ma tutte questi successi hanno un valore immenso.  Conquista Martinsville nelle visite autunnali  dal 1987 al 1989 e quella primaverile del 1989, la Coca Cola 600 nel 1988 e 1989 per la quarta volta a distanza di dieci anni. Fa suo anche l’ovale di Bristol nel 1990 per l’undecesima volta in carriera  e vince per la prima volta ed unica volta in carriera, la Daytona 500 nel 1989.

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Alla fine di quel decennio lascerà questo team incrementando il calo  di rendimento nei risultati fino al ritiro nel 2000, ultimo suo anno da professionista. Saranno solo quattro le vittorie in questi dieci anni anni carriera, ma Darlington e Bristol torneranno ad abbracciarlo un’ ultima volta nel 1992.  Darlington sarò il suo 84° successo ed ultimo della sua brillante carriera, mentre a  Bristol con il 12° successo sigla il record assoluto di vittorie in questo piccolo ovale. Waltrip riuscirà a ritagliarsi uno spazio con ottime prestazioni negli ovali corti di Martinsville e Bristol con 16 top ten in 32 gare disputate.Riuscirà infine ad ottenere nel 1997 un quinto posto a Sonoma che gli vale miglior piazzamente in un road course tutt’ora attivo.

Waltrip chiude la carriera con 84 successi che lo piazzano a pari merito con Bobby Allison al quarto maggior vincitore di sempre dietro a Jeff Gordon, David Pearson e per l’appunto il mostruoso Richard Petty. 809 gare disputate con 390 top ten e 59 pole ottenute nell’ arco di 29 anni. A questi numeri vanno aggiunti i 13 successi nella serie minore ed un totale di altre 62 top ten in carriera.

Ad inizio 2001, Waltrip si è cimentato un carriera da commentatore tecnico della Fox  che tutt’ora  continua con quasi 17 anni di esperienza nel settore. Qui è diventato famoso per la frase “Boogity Boogity Boogity” ogni volta che inizia una gara Nascar.